Tre anni di Covid-19 hanno senza dubbio permesso ad istituzioni e cittadini di comprendere l’importanza di una rete infettivologica efficace, sia a livello ospedaliero che sul territorio. Inoltre, il ruolo dell’infettivologo ha assunto una funzione fondamentale nella prevenzione, soprattutto nell’ambito delle vaccinazioni e dell’uso appropriato di antibiotici.
Alla luce di queste considerazioni, il ministero della Salute ha varato una serie di piani per far fronte a nuove possibili emergenze di sanità pubblica, tutti guidati dal concetto “one health” e da un approccio interdisciplinare. Tra questi, il “Piano Pandemico Pan-Flu” è stato messo a punto per far fronte ai nuovi ceppi influenzali a potenziale pandemico che potrebbero emergere in futuro.
Le sfide future
«L’approccio “one health” dei piani infettivologici, in maniera coerente con le indicazioni provenienti dagli organismi internazionali ed europei, rappresenta uno dei cardini della sorveglianza, prevenzione, preparazione e risposta alle emergenze infettive – sottolinea Francesco Maraglino, direttore Ufficio 5 (Struttura Complessa) – Prevenzione delle Malattie Trasmissibili e Profilassi Internazionale, Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria, ministero della Salute -. Su quest’ approccio si incentra oltre al PanFlu e al PNCAR, anche il Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi (PNA) 2020-2025 dedicato a fronteggiare le malattie trasmesse da vettori, come West Nile, Chikungunya o Zika. L’attenzione su questo tema è altissima. Attualmente il Ministero della Salute sta partecipando attivamente ai lavori degli organismi sanitari europei ed internazionali impegnati nella stesura di nuove indicazioni alla luce dell’esperienza del Covid-19».
SIMIT: “Approccio one health fondamentale”
Anche la Società di Malattie Infettive e Tropicali – SIMIT è impegnata per affrontare alle nuove emergenze secondo un’impostazione globale. «Il concetto di one health è estremamente importante nella sanità pubblica – evidenzia Claudio Mastroianni, presidente SIMIT -. Salute umana, salute animale e ambiente che ci circonda devono convivere in maniera armoniosa. Serve pertanto una stretta collaborazione tra questi sistemi, in particolare nella fase attuale, come ci dimostrano anche eventi di questi giorni. Senza una stretta interconnessione tra salute umana, medicina veterinaria e ambiente non riusciremo a fronteggiare le nuove emergenze infettivologiche che si dovessero presentare. La SIMIT ha una rete estesa sul territorio nazionale che è già stata un esempio nel contrasto all’HIV/AIDS, ma si è rivelata essenziale anche nel contrastare la pandemia da Covid-19. Il prossimo passo da compiere sarà quello di favorire un approccio multidisciplinare: solo in questa maniera riusciremo a combattere in maniera efficace le nuove emergenze infettivologiche che si dovessero presentare».
Piani infettivologici e accesso alle terapie
La questione dei piani infettivologici è stata anche affrontata nel corso nel meeting nazionale “Malattie Infettive: nuovi modelli di governance clinico-gestionali in Sanità”, ospitato quest’anno dalla città di Mondello. A presiedere il congresso Chiara Iaria, direttrice UOC Malattie Infettive e Tropicali-ARNAS Civico Di Cristina Benfratelli, Palermo, che è anche Responsabile Scientifico ed Antonina Franco, direttrice UOC Malattie Infettive, ospedale Umberto I, Siracusa. «Il meeting si è articolato in più sessioni su tante macro-aree infettivologiche – sottolinea Iaria – Antimicrobial Stewardship, nuovi e vecchi antibiotici per le infezioni da germi MDR, infezioni fungine, terapie antivirali per l’infezione da HIV, HBV-HDV, HCV, terapie per Covid-19, tubercolosi, infezioni emergenti e riemergenti, gestione infettivologica nel paziente onco-ematologico e trapiantato, con particolare riguardo all’implementazione dei percorsi e dei programmi assistenziali che coinvolgano l’infettivologo in un’ottica multidisciplinare, la prevenzione attraverso le vaccinazioni. Altro argomento importante è quello dell’accesso alle terapie, alle indicazioni previste dalle schede tecniche, alle estensioni delle indicazioni, alla rimborsabilità del SSN. A tal proposito – ha concluso Ilaria – è stato affrontato anche il tema della PrEP e le terapie innovative per HIV. L’intento di questo meeting è stato quello di creare sinergie tra i principali stakeholder e di potenziare la rete infettivologica nazionale».




















