Un Servizio Sanitario Nazionale da preservare e sviluppare, capace di portare le cure più vicino ai territori: è la sfida che il Pnrr ha raccolto dopo la pandemia. Questo è il messaggio lanciato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenuto nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio alla cerimonia di apertura del 5° Festival delle Regioni e delle Provincie autonome, ospitato a Firenze dal 25 al 27 ottobre.

Il Capo dello Stato ha affermato che gli italiani sono consapevoli della necessità di preservare e sviluppare uno strumento fondamentale per assicurare il diritto alla salute, garantito dalla Costituzione.

Il contributo del Pnrr

Secondo Mattarella, un contributo importante, è arrivato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, finanziato con le risorse messa a disposizione dall’Unione europea attraverso il Dispositivo istituito per fare fronte alla crisi economica e sociale determinata dalla pandemia. Il Capo dello Stato sottolinea: “Un piano flessibile, soggetto ad otto revisioni, per adattarlo ai cambiamenti via via intervenuti e alla nuove esigenze nel frattempo emerse”.

L’Italia è stata la principale beneficiaria europea del Dispositivo, con una dotazione di oltre 194 miliardi di euro, di cui 166 già ricevuti. le risorse sono state destinate per il 37% a finalità sociali e per 15 miliardi e 600 milioni specificatamente sulla salute.

Case di comunità, terapie intensive e telemedicina

Tra gli interventi della decima ed ultima rata figurano importanti misure in materia sanitaria: l’attivazione di 1.270 Case di comunità a 327 Ospedali di comunità, oltre 6.000 nuovi posti letto di terapia intensiva e semintensiva, l’acquisto di 3.200 grandi apparecchiature, l’assistenza di 566mila persona tramite la telemedicina e l’alimentazione del fascicolo sanitario elettronico con documenti clinici digitali.

La lezione della pandemia

Interventi che, ha ricordato il Presidente, si sono rivelati necessari, almeno in parte, proprio durante la pandemia, “quando abbiamo sperimentato i limiti di un organizzazione sanitaria incentrata sui grandi ospedali e sui medici di base”. A pesare è stata l’assenza di struttura sanitarie di medie dimensioni, in grado di avvicinare le cure ai territori secondo criteri di prossimità.

L’obiettivo resta quello di una sanità più vicina ai cittadini. Una sfida che, con la chiusura del Pnrr il 30 giugno 2026, passa dalla capacità di riempire le nuove strutture di professionisti, servizi e tecnologie.