«É inutile invocare cifre paraboliche: ieri ho letto che mancano 100mila infermieri, ogni tanto qualcuno la spara più grossa. Gli infermieri mancano, ne mancano probabilmente 30mila. Vanno trovati rapidamente e su quello stiamo lavorando per trovare veramente una soluzione che poi vada incontro anche al rafforzamento della medicina territoriale». È intervenuto così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, a margine del Convegno nazionale Cosmed, in corso a Roma.

Le lacune del Ssn

Il ministro ha cercato di fare chiarezza sulle carenze di organico nel Ssn. «Conosco molti dei mali che affliggono la sanità italiana. E credo che, parlando proprio con chi lavora dentro la sanità, si possano trovare delle soluzioni condivise». Proseguendo nel suo intervento, Schillaci ha ribadito: «i medici mancano. Qualcuno in più farebbe comodo oggi, ma se vanno a fare i gettonisti e non vengono nel servizio sanitario pubblico ci sarà un motivo. I medici mancano, ma mancano soprattutto i medici che fanno alcune scelte di scuole di specializzazione. Quindi su quello bisogna agire».

Il ministro ha, però, sottolineato che i problemi del Ssn non si possono risolvere nel giro di alcuni mesi, soprattutto in seguito alla pandemia di Covid-19, che ha allo stesso tempo evidenziato le lacune e l’alto valore del capitale umano della sanità italiana.

Investire sull’universalità delle cure

«Io ho interesse a far sì che gli operatori vengano valorizzati – ha aggiunto il ministro – che il sistema sanitario pubblico abbia il suo rafforzamento e torni ad essere quello che è stato per anni, cioè un punto di riferimento, e che venga rispettato l’articolo 32 della nostra Costituzione che ribadisce l’universalità e la gratuità del servizio sanitario e quindi mi impegnerò per questo».