Il 2022 registra numeri record per l’industria farmaceutica italiana.
Con «47,6 miliardi di euro di export e 49 di produzione nel 2022, l’industria farmaceutica italiana si conferma leader in Europa e un importante asset hi-tech dell’economia made in Italy». Lo ha sottolineato il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, aggiungendo che: «Nel 2022 l’export è infatti cresciuto del +43% con un saldo estero di oltre 9 mld, soprattutto per l’incremento delle produzioni di medicinali contro il Covid-19».

Le sfide del futuro

Secondo Cattani, occorre però rendere il Paese più attrattivo per gli investimenti e garantire un quadro regolatorio meno complesso. Queste prospettive sono state tracciate in occasione dell’incontro promosso da Farmindustria ‘Innovazione e Produzione di Valore. L’industria del farmaco: un patrimonio che l’Italia non può perdere’, organizzato a L’Aquila presso il polo farmaceutico nell’Auditorium Dompé.

«È probabile – ha sottolineato Cattani – che il 2023 non confermerà gli stessi livelli e i dati dell’anno in corso siano più in linea con quelli storici. Tuttavia i dati del primo trimestre confermano che la farmaceutica traina la produzione industriale, grazie a una crescita dell’export ancora molto buona». Il presidente di Farmindustria ha in particolare evidenziato la necessità di sfruttare le opportunità di attrarre nel nostro Paese investimenti internazionali, ma anche «i rischi di una concorrenza internazionale altissima, forti politiche di attrazione investimenti da parte degli altri Paesi e il peso degli aumenti dei costi».

Le richieste di Farmindustria

In quest’ottica, afferma, «è il momento di alzare ancora di più l’asticella e di riconoscere il ruolo strategico dell’industria farmaceutica per salute, investimenti, occupazione e sicurezza nazionale». Da qui l’appello dell’associazione di categoria: «Abbiamo bisogno di finanziamento della spesa e regole adeguate alla domanda, un quadro attrattivo per investimenti in ricerca e produzione e un contesto regolatorio con procedure veloci e flessibili per un rapido accesso alle cure. Soprattutto in uno scenario internazionale che vede l’Europa costretta a rincorrere Usa e Cina». «Il governo, in Italia e in Ue, sta facendo la sua parte. Chiediamo di continuare su questa strada e se ci saranno segnali concreti a breve – ha concluso Cattani – l’industria farmaceutica è pronta ad investire ancora di più».