Nel corso del meeting di Rimini, Schillaci ha evidenziato che il Fondo sanitario nazionale ha toccato quota 136,5 miliardi nel 2025, con un incremento di oltre 10 miliardi rispetto al 2022.
Per il 2026, sono attese risorse aggiuntive rispetto ai 4 miliardi già stanziati, potenzialmente ammontanti a circa 6 miliardi, da destinare alle criticità del servizio sanitario L’obiettivo è chiaro: potenziare il capitale umano come leva strategica per ridurre le attese per visite e esami e sostenere i Pronto soccorso sotto pressione.
Attrattività del lavoro sanitario e tutela dei professionisti
Schillaci ha sottolineato l’urgenza di migliorare la remunerazione degli operatori, segnalando che alcune discipline—come emergenza-urgenza, anatomia patologica, radioterapia—risultano poco attrattive per i giovani, a causa di scarse prospettive economiche e professionali.
Il Governo ha già approvato indennità e detassazioni per chi opera nei servizi di emergenza, e ha introdotto misure per arginare la violenza verso il personale sanitario. Inoltre, la recente riforma delle professioni sanitarie include la stabilizzazione dello scudo penale, limitando la punibilità ai soli casi di colpa grave, senza compromettere il diritto a risarcimenti civili da parte dei cittadini.
Sanità territoriale: medici di famiglia in prima linea
Il Ministro ha evidenziato il rischio che la sanità territoriale resti solo infrastrutturale senza adeguato personale. Ora però, c’è la disponibilità dei medici di famiglia a lavorare fino a 12 ore al giorno, in team con specialisti e altri operatori, per garantire l’apertura delle Case di Comunità sette giorni su sette.
L’immagine del medico isolato è ormai superata: il modello futuro è quello del lavoro di squadra, indispensabile di fronte alla crescente popolazione anziana e con comorbilità multiple.
Lotta alle liste d’attesa: primi risultati concreti
Una legge veloce e mirata ha introdotto un sistema di monitoraggio nazionale dei tempi di attesa, che ha già coinvolto 997 strutture sanitarie tra gennaio e giugno 2025, con un miglioramento medio del +21,3% delle prestazioni prioritarie. Un esempio significativo è l’aumento del +40% delle mammografie tra primo e secondo trimestre del 2025. Le regioni che hanno applicato misure mirate—visite serali e nei weekend, integrazione con strutture private accreditate, coordinamento delle agende—stanno già riscontrando effetti positivi




















