Il caro energia non ha fatto sconti a nessuno, neanche alla sanità: nel 2022 infatti il costo complessivo per l’energia che Regioni per Asl e ospedali hanno dovuto sostenere è stato pari a 3,2 miliardi di euro. A dirlo è un report di Agenas, che ha effettuato un’analisi dell’andamento dei costi energetici nelle Aziende Sanitarie Pubbliche, confrontando i dati 2022 e 2021 delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e Bolzano.

Secondo i dati, tra il consuntivo relativo all’anno 2021 e il IV trimestre 2022, a livello nazionale c’è stato un aumento percentuale del 79,2% della spesa sanitaria relativa ai costi complessivi energetici, (pari a 1.415.612.935 euro), corrispondente ad un aumento medio pro-capite di 23,98 euro. A confronto con il livello pre-pandemico dell’anno 2019, l’incremento del 2022 è pari al 92,9%. Il boom si è raggiunto in Abruzzo (+163%), Toscana (+144,8%) ed Emilia Romagna (+134,7%). Invece, un aumento minore è stato registrato nella Pa di Trento (+42%).

Nel 2021 in Italia la spesa per l’energia nelle aziende sanitarie ha avuto un’incidenza media di 1,3% sul totale dei costi di produzione. A fine 2022 ha invece raggiunto una media di 2,3%, impattando negativamente sui bilanci di aziende sanitarie e Regioni.

«Lo scopo del documento è quantificare, tramite l’analisi dei conti economici delle Regioni e delle Province Autonome, l’andamento dei costi energetici nei bilanci, fornendo una rappresentazione sintetica sia a livello complessivo nazionale sia di confronto tra le regioni e le Province Autonome – scrive Agenas –  Il lavoro si inserisce tra le iniziative a supporto nel Ministero della salute, delle Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano ed esula da valutazioni su politiche regionali di efficientamento energetico o su variabili di contesto che possano aver influenzato l’andamento rappresentato, trattandosi essenzialmente di una fotografia dei dati registrati nei conti economici degli anni di riferimento».