La salute mentale è uno dei temi più importanti del nostro tempo, e la pandemia da Covid-19 ha reso ancora più evidente l’importanza di una buona salute mentale per la nostra vita quotidiana. In questo contesto, Axa ha pubblicato il Mind Health Report, un rapporto che analizza la salute mentale in tutto il mondo, e che fornisce informazioni preziose su come migliorarla.
La terza edizione dell’annuale rapporto, condotta insieme a Ipsos, si basa su una vasta ricerca che ha coinvolto 30.636 soggetti in 16 paesi diversi tra Europa, Asia e America. I soggetti intervistati sono stati divisi in quattro categorie – Flourishing, Gettingby, Languishing e Struggling – in base alle risposte da loro fornite secondo l’Axa Mental health Index. Quest’ultimo si basa su diversi parametri per valutare la salute mentale delle persone in un determinato paese. In particolare, l’indice considera i dati relativi a fattori come la percezione del benessere, la qualità del sonno, il livello di stress, l’ansia, la depressione, la stima di sé e la capacità di concentrazione.
I risultati del report dimostrano come l’Italia e il Giappone siano i paesi con una minor percentuale di persone con un pieno benessere mentale e indicano lo stress come primo disturbo mentale più diffuso in tutto il globo.
Tuttavia, il report ha anche evidenziato due categorie più colpite dalla percezione di disagio mentale: le donne e i giovani.
Il 24% in meno di donne si sente realizzato rispetto agli uomini in tutte le fasce d’età e in ogni paese, eccetto in Cina, enfatizzando il sessismo quotidiano come il fattore più incidente in questo disagio femminile. Infatti, fattori sociali e culturali come il ruolo di genere, la discriminazione, l’isolamento sociale, la violenza di genere e lo stress legato alla cura dei figli e alle responsabilità familiari sono la causa principale del maggiore stress e senso di insoddisfazione provato dalle donne. A tal proposito, una donna su 3 ha ammesso di aver ricevuto commenti non richiesti sul proprio genere e 2 su 5 ritiene che le proprie competenze siano state messe in dubbio a causa del loro genere.
Il report ha inoltre evidenziato come i giovani, di età compresa da 18 e 24 anni, siano i soggetti maggiormente a rischio di disagio mentale in ogni paese esaminato. Il 38% dei giovani, infatti, ha enfatizzato l’impatto negativo sulla propria salute mentale dovuto alla “tech addiction” e ai social media. L’influenza della tecnologia e degli standard di vita promossi sui social networks, infatti hanno contribuito alle principali forme di disagio mentale che colpiscono i giovani, ossia insicurezza sul futuro, solitudine e la cattiva percezione dell’immagine corporea.
Inoltre, lo studio ha anche esaminato il legame tra salute mentale e benessere nell’ambiente lavorativo, misurato attraverso 6 fattori: lavoro ibrido, supporto aziendale alla salute mentale e allo sviluppo delle competenze, forte skill/job match, controllo del carico di lavoro e chiarezza di obiettivi e aspettative. Anche in quest’ambito l’Italia si è dimostrata tra i paesi con un risultato peggiore, contando solo il 15% di persone “in flow”, ossia in uno stato mentale altamente produttivo.
In questa edizione l’Axa Mind Health report, ha per la prima volta esaminato anche ulteriori fattori: la solitudine e l’effetto della guerra in Ucraina. In particolare, il 48% degli Italiani ha dichiarato un forte senso di solitudine e ben il 52% ha ammesso che la guerra ha influenzato negativamente la propria salute mentale, posizionandosi come il 2° paese in Europa che ha percepito maggiori impatti negativi della guerra.
L’Axa Mental Health Index ha quindi riaffermato l’importanza di affrontare la salute mentale come una priorità a livello globale. È necessario fornire maggiore supporto e risorse per aiutare le persone a gestire lo stress e migliorare la loro salute mentale. Ha evidenziato, infatti, l’importanza di investire nella salute mentale e di affrontare le cause sottostanti dei problemi di salute mentale, come il lavoro, le preoccupazioni finanziarie e il sessismo quotidiano. Solo attraverso una maggiore attenzione e supporto, si può garantire l’eliminazione dello stigma sulla salute mentale e la promozione di iniziative volte a rendere la vita delle persone in tutto il mondo felice e produttiva.




















