Per il ministro della Salute Orazio Schillaci la situazione della medicina d’urgenza è un’assoluta priorità. Lo ha confermato in un’intervista rilasciata oggi a La Stampa, nella quale ha illustrato le principali misure che saranno contenute nel decreto omnibus sulla sanità, che comprenderà misure specifiche per chi opera nei pronto soccorso e per le cure emergenziali.
I principali tratti dell’intervento legislativo saranno tre: «Snellire le liste d’attesa aumentando il compenso dell’orario aggiuntivo dei medici e degli operatori sanitari. Mettere dei paletti all’uso dei gettonisti. Pensiamo infine per chi lavora nei reparti in prima linea di defiscalizzare l’indennità di specificità medica da circa 8 mila euro l’anno e di dare maggior peso ai contributi previdenziali per ogni anno lavorato in questi reparti».
Il ministro Schillaci è convinto che queste misure potranno anche fungere da leva per incentivare i giovani ad iscriversi in quelle specialità mediche solitamente considerate come meno attrattive da un punto di vista economico. Parere contrario invece sull’abolizione del numero chiuso a medicina, anche se arrivano rassicurazioni sull’intenzione di aumentare gli accessi alle Facoltà, in collaborazione con il MUR.
Per quanto riguarda il recrutamento di medici ed infermieri che dovranno lavorare nelle nuove 1.400 case e negli oltre 400 ospedali di comunità previsti nel PNRR, il ministro risponde: «Tra medici di famiglia, specialisti ambulatoriali, pediatri ed ex guardie mediche abbiamo 82 mila professionisti, che oggi lavorano però troppo isolati, mentre nelle nuove strutture potranno garantire una migliore assistenza lavorando in team. Quelli che mancano veramente sono gli infermieri. – aggiunge Schillaci – Per questo stiamo pensando di autorizzare coloro che lavorano in ospedale a fare ore retribuite extra anche in case e ospedali di comunità».




















