“La pandemia e le misure adottate per fronteggiarla hanno determinato un aumento dei casi di violenza. L’incidenza degli accessi in pronto soccorso di donne con diagnosi di violenza ha continuato a crescere, passando da 9,1 per 10mila accessi totali nel 2020 a 9,3 nel 2021”. Il dato si inserisce in un trend di lungo periodo che ha visto gli accessi di donne con diagnosi di violenza in pronto soccorsa passare “da 3.300 circa nel 2014 a oltre 7,600 nel 2019”. Sono i dati illustrati dal ministro della Salute Orazio Schillaci intervenuto alla presentazione di un accordo quadro tra le procure di Velletri e Tivoli, il Policlinico Tor Vergata, le Asl Roma 6 e Roma 5 e il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, per la costituzione di un network contro ogni forma di violenza.
“Quando parliamo di violenza sulle donne non posso non pensare alle tante donne impegnate nelle professioni sanitarie e socio-sanitarie che subiscono aggressioni verbali e fisiche”, ha aggiunto Schillaci anticipando che il prossimo 12 marzo, in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari sarà lanciata una “campagna di sensibilizzazione per fare in modo che ci sia un impegno di tutti a far comprendere che coloro che ci si occupano della nostra salute sono i nostri primi alleato e non nemici da sconfiggere e aggredire”.
I dati sulla violenza sugli operatori sanitari confermano l’entità del fenomeno: “Dai dati forniti dall’Inail si evince che nel trienni 2019-2021 sono stati denunciati e riconosciuti 4.821 infortuni legati a episodi di violenza ai danni di operatori sanitari e socio-sanitari”, ha ricordato Schillaci. Inoltre “il 3% di tutti gli infortuni femminili avvenuti in occasioni di lavoro e riconosciuti dall’Inali riguarda aggressioni e violenza, e tra le lavoratrici aggredite oltre il 60% svolge professioni sanitarie e assistenziali. Nell’ambito della sanità, quella degli infermieri è la categoria più colpita e il 75% delle aggressioni riguarda donne”, ha aggiunto il ministro.




















