Il primo passo per preparare i sistemi sanitari alla Dengue è una forte sorveglianza genomica e il tracciamento e l’identificazione delle catene locali di trasmissione del virus.
Lo studio
Tali indicazioni sono contenute in uno studio su “Nature Microbiology” di Francesco Branda, dell’Unità di Statistica ed Epidemiologia molecolare dell’Università Campus Bio-Medio di Roma; Taishi Nakase, epidemiologo della Stanford University; Antonello Maruotti, statistico della Lumsa di Roma; Massimo Ciccozzi, responsabile dell’unità di Statistica medica ed Epidemiologia del Campus Bio-Medico di Roma, e Marta Giovannetti della Fundação Oswaldo Cruz di Minas Gerais (Brasile).
Il cambiamento climatico
Lo studio propone obiettivi di miglioramento dell’accessibilità alle informazioni da parte della comunità scientifica in modo che si possa generare consapevolezza legata all’emergenza della Dengue nel Paese. Inoltre è stato evidenziato anche il potenziale contributo del cambiamento climatico nella trasmissione della malattia.
La parola dell’esperto
“La Dengue ha come vettore una zanzara tropicale, ma anche la nostra zanzara ‘locale’ può essere un vettore. Il rischio che corriamo è che si verifichi con la Dengue quello che è successo con la Chikungunya, che si è adattata alla nostra zanzara e oggi è diffusa stabilmente in diverse zone. Dobbiamo sorvegliare per prevenire i focolai, anche intervenendo dove sono segnalati casi con azioni rapide di disinfestazione e l’uso di larvicidi”, ha spiegato Ciccozzi.




















