L’allerta dengue in Brasile e Argentina per numerosi focolai in alcune zone del mondo ha fatto scattare in Italia i controlli alle frontiere. Infatti su disposizione del Direttore Generale Francesco Vaia, gli Uffici di Sanità Marittima Aerea e di Frontiera hanno avuto indicazione di alzare il livello di allerta sui mezzi e le merci provenienti dai Paesi in cui è alto il rischio di contrarre la malattia.
Il virus nel mondo
Il Brasile ha raggiunto 512.353 casi probabili di dengue e sono stati confermati 75 decessi, inoltre il 50% dei casi probabili risulta asintomatico. Ciò significa che le persone contagiate non sviluppano sintomi. “Se una zanzara Aedes egypti punge un asintomatico, 7 giorni dopo è ancora capace di trasmettere la malattia”, spiega la ricercatrice Denise Valle. In Europa sono 3 i Paesi che hanno registrato casi; l’Italia, la Francia e la Spagna.
La situazione in Italia
“Nel 2023 abbiamo avuto il più alto numero di casi e di trasmissioni autoctone di dengue fino a ora. I cambiamenti climatici ma anche gli spostamenti delle persone sono i maggiori responsabili della circolazione della dengue in nuove aree”, afferma Alessandro Marcello, responsabile del laboratorio di virologia molecolare del Centro Internazionale per l’Ingegneria Genetica e Biotecnologie che opera nell’Area Science Parkdi Trieste.
Il vaccino contro la febbre dengue è stato approvato in Italia a settembre scorso e sarà disponibile dalla prossima settimana all’istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma.




















