In Italia «nel 2022 il numero di donatori di sangue è leggermente cresciuto rispetto al 2021, avvicinandoci sempre più ai livelli pre-Covid, e sono state effettuate 2,8 milioni di trasfusioni. Negli anni però il totale delle donazioni ha avuto un trend in diminuzione. C’è stata una flessione in particolare nella donazione tra le fasce più giovani della popolazione, con un calo lo scorso anno del 2%. Assistiamo di fatto a un progressivo invecchiamento della popolazione dei donatori di sangue, cui non sembra corrispondere un adeguato ricambio generazionale». È questo l’allarme lanciato dal ministro della Salute Orazio Schillaci nel suo intervento in occasione della presentazione della campagna nazionale per la donazione di sangue e plasma ‘Dona vita dona sangue’.

‘Dona vita, dona sangue’

Il 14 giugno si celebra infatti la Giornata mondiale del donatore di sangue «e oggi presentiamo la campagna nazionale 2023 ‘Dona vita, dona sangue’ promossa dal ministero della Salute in collaborazione con il Centro nazionale sangue e realizzata insieme a istituzioni e associazioni – ha aggiunto il ministro Schillaci – Le trasfusioni di sangue salvano vite, ogni giorno. Eppure in Italia solo il 2,7% della popolazione dona il sangue. Con questa campagna vogliamo aumentare il numero dei nuovi donatori, fidelizzare chi dona occasionalmente, favorire il ricambio generazionale dei donatori di sangue e degli emocomponenti coinvolgendo in particolare i giovani nella fascia di età 18-35 anni».

Il ministro ha anche ricordato come sia «critica anche la situazione relativa alla raccolta di plasma, essenziale per la produzione di farmaci plasmaderivati; se c’è carenza di plasma siamo costretti a rivolgerci all’estero per la fornitura di questi farmaci salvavita», «ecco perché rilanciamo con forza il messaggio e l’appello a donare: è un gesto responsabile, gratuito, sicuro, indolore che può salvare 1.800 vite al giorno. Basti pensare a quanto sia essenziale per interventi chirurgici, supporto di molte terapie oncologiche ed ematologiche, trapianti, grandi traumi ed eventi emorragici. La campagna è uno sforzo importante e sinergico che mettiamo in campo per raggiungere e coinvolgere quanti più cittadini possibile dai 18 ai 65 anni. Lo facciamo – ha concluso – con attività di comunicazione e una grande rete di eventi, coordinata dal ministero, realizzati insieme a partner istituzionali e alle associazioni e federazioni dei donatori volontari».