Natalità, il 2025 ha segnato il minimo storico dal dopoguerra

Aumenta in Italia la speranza di vita in buona salute e cala ancora la mortalità prematura per le principali malattie croniche, ma restano ampie differenze territoriali nella copertura vaccinale antinfluenzale degli over 65. È quanto emerge dal Goal 3 “Salute e benessere” del Rapporto SDGs 2026 dell’Istat, che monitora i progressi del Paese rispetto agli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. 

Speranza di vita più alta e mortalità in calo

Nel 2025 la speranza di vita alla nascita raggiunge 83,7 anni, in aumento di 0,3 anni rispetto al 2024. In aumento anche la speranza di vita in buona salute, stimata in 59,1 anni, pari a 60,2 anni per gli uomini e 58,0 per le donne, con un incremento medio di quasi un anno rispetto all’anno precedente. Figurano tuttavia differenze geografiche, con valori inferiori nel Sud e nelle Isole rispetto al Centro-Nord. 

Il Rapporto registra poi un ulteriore calo della probabilità di morte tra i 30 e i 69 anni per tumori, diabete, malattie cardiovascolari e respiratorie, scesa all’8,0% nel 2023 rispetto all’8,2% dell’anno precedente e al 9,7% del 2013. Anche in questo caso ci sono significative differenze per area geografica e sesso, con valori maggiori riscontrati tra gli uomini e nelle regioni del Mezzogiorno. 

Persistono le disuguaglianze regionali

Sul fronte della prevenzione, la copertura vaccinale antinfluenzale nella popolazione di 65 anni e oltre si attesta al 52,5% nel 2025. Dopo il picco raggiunto durante la pandemia, il dato evidenzia una progressiva diminuzione e mostra marcate differenze regionali: i valori più elevati si registrano in Umbria (64,1%), Provincia autonoma di Trento (61,6%) ed Emilia-Romagna (59,2%), mentre le coperture più basse riguardano la Provincia autonoma di Bolzano (33,4%), la Sardegna (37,6%) e la Valle d’Aosta (44,0%). 

Altri indicatori riportati nel Goal 3 sono quelli afferenti alla riduzione della mortalità sotto i cinque anni rispetto al 2015, al miglioramento dell’assistenza prenatale e la conferma dell’elevata prevalenza di eccesso di peso nella popolazione, che nel 2025 interessa il 44,7% degli italiani, con valori più elevati tra gli uomini e nel Mezzogiorno.