Nel 2022 la spesa per la digital health in Italia è cresciuta del 7% rispetto all’anno precedente, passando da quota 1,69 miliardi di euro, a quota 1,8 miliardi di euro, pari a quasi l’1,5% della spesa sanitaria pubblica. Questo trend in lieve ma costante aumento è stato dettato negli ultimi mesi dall’investimento delle risorse del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, che per per la digitalizzazione della Sanità ha previsto fondi per 2 miliardi e 800mila euro. Una vera e propria rivoluzione per ridisegnare il sistema sanitario nazionale, puntando su prossimità, uguaglianza e innovazione e coinvolgendo direttamente personale sanitario e pazienti.

Tra i principali strumenti per affrontare questa sfida la telemedicina ricopre un ruolo centrale e decisivo. Le dotazioni della telemedicina infatti riescono a rendere accessibili i servizi sanitari a ciascun cittadino a prescindere da dove questi risieda, annullando qualsiasi barriera geografica e consentendo ai pazienti di connettersi con gli specialisti anche a distanza. Rappresenta un’importante risorsa per la sanità territoriale in grado di migliorare, accesso, efficienza e qualità delle cure con l’obiettivo di mettere al centro la persona, eleggendo la casa come primo luogo di cura e potenziando l’assistenza di prossimità in tutte le sue forme. 

Telemedicina e assistenza domiciliare

La telemedicina, secondo le previsioni di Agenas, sarà attivata in 280 ospedali entro il 2025 e fornirà una platea di 200mila pazienti. Come ha evidenziato anche il Ministro della Salute Schillaci, l’obiettivo è quello di “aumentare il volume delle prestazioni rese in assistenza domiciliare fino a prendere in carico, in linea con le migliori prassi europee, entro il 30 giugno 2026, il 10% della popolazione di età superiore ai 65 anni, rispetto all’attuale media di circa il 5% relativa alle diverse regioni italiane”.

Nasce Pnt Italia

A tal proposito, è notizia di questi giorni la costituzione da parte di Engineering ed Almaviva della società di progetto Pnt Italia, che rappresenta il primo passo per la realizzazione del Piano telemedicina previsto dal Pnrr. 

Engineering, leader nella digitalizzazione dei processi per aziende e Pa, e Almaviva, gruppo italiano di innovazione digitale, erano infatti risultate a marzo scorso aggiudicatarie della concessione Agenas per la progettazione, realizzazione e gestione della Piattaforma nazionale di telemedicina. Come si legge in una nota congiunta, “la piattaforma verrà attivata entro novembre 2023 e sarà gestita per i prossimi 10 anni, favorendo una maggiore integrazione tra i servizi sanitari regionali e migliorando la qualità e l’accesso alle cure per le persone su tutto il territorio nazionale”.

I protagonisti della rivoluzione tecnologica del SSN

Realtà come Gpi, Almaviva, Dedalus, Tim, Engineering saranno protagoniste di questo percorso di digitalizzazione della sanità nell’ottica di un’integrazione pubblico-privato ma anche di una sinergia tra i principali attori del settore, in vista anche dei numerosi bandi in uscita nelle prossime settimane. Si pensi, ad esempio, a Polygon Spa, azienda leader nei servizi integrati di ingegneria clinica per la sanità, che da alcuni anni è attiva nell’assistenza domiciliare, come la gestione e riqualificazione degli ausili per disabili, ma che soprattutto offre una gestione olistica delle apparecchiature biomediche. Il Progressivo invecchiamento della popolazione e il conseguente aumento delle cronicità rappresentano, dunque, le principali sfide della sanità del futuro, che si potranno vincere solo grazie ad un approccio integrato di servizi e infrastrutture complesse in grado di supportare le nuove modalità di assistenza sanitaria al cittadino, evitando una allocazione disorganica delle risorse nella scelta di differenti partner e garantendo un’uniformità di servizi su tutto il territorio nazionale.