Dialogando con i giornalisti alla cena di gala del Premio Fair Play Menarini a Firenze, Lucia Aleotti, azionista e membro del board del Gruppo Menarini, ha ricordato l’importanza di produrre farmaci nel nostro Paese e della necessità incentivare gli investimenti e valorizzare le imprese impegnate in questo processo per rendere più attrattiva l’Italia per la ricerca e la produzione nel settore farmaceutico.
“Ci sono una serie di incentivi – spiega la manager – che possono essere messi in piedi. Penso a quello che è stato fatto con il patent box negli scorsi anni ed è qualcosa di estremamente importante. Oppure il credito di imposta per la ricerca e lo sviluppo. Per quanto riguarda la produzione, è necessario incentivare le strutture produttive che vogliono localizzarsi in Italia, anche attraverso politiche comunitarie che cessino di guardare gli investimenti in quest’area come aiuti di Stato. Ma in tutte le maniere cercare di localizzare il più velocemente possibile il maggior numero di produzioni all’interno dell’area europea“.
Come affrontare la carenza di farmaci
Affrontando poi la questione della carenza di alcuni farmaci, la Aleotti ha spiegato che il fenomeno “ha motivazioni complesse che vanno dalle catene produttive estremamente lunghe al fatto che, per la pressione continua sui prezzi che si è verificata negli ultimi 20 anni, le autorità hanno sempre spinto per abbassare il prezzo dei farmaci. E questo li ha resi incompatibili con la produzione in Italia. Logicamente, delocalizzando le strutture produttive alcuni farmaci hanno più difficoltà ad arrivare in Italia. Ed è per questo che dico che è importate arrivare ad una ‘inversione a U’ di queste tendenze e riportare il prima possibile quanto necessario per la salute del futuro“.




















