Le tredici principali aziende farmaceutiche a capitale italiano, note come “Fab13”, continuano a rappresentare uno dei motori più dinamici dell’industria nazionale, grazie a una crescita sostenuta di ricavi, investimenti e occupazione. Secondo i dati più recenti, questo gruppo di aziende, comprendente anche numerose aziende terziste, ha raggiunto i 53,8 miliardi nel 2024 e potrebbe chiudere il 2025 superando ampiamente i 70 miliardi.
Secondo il rapporto della Fondazione Edison presentato alla Camera, la componente internazionale dei ricavi ha segnato un incremento del 14%, mentre il mercato domestico ha mostrato una crescita pari al 2%, riflettendo una domanda interna relativamente stagnante. Anche le esportazioni hanno registrato un progresso significativo, con un aumento del 16%, superiore al 10% dell’export farmaceutico nazionale complessivo.
Investimenti e ricerca al centro della strategia industriale
Un elemento chiave della performance delle Fab13 riguarda gli investimenti, cresciuti del 21%. In particolare, la spesa in ricerca e sviluppo ha raggiunto 1,4 miliardi di euro, con un incremento del 27% rispetto all’anno precedente, rappresentando il 43% degli investimenti complessivi del gruppo.
Occupazione e presenza internazionale
Sul fronte occupazionale, le Fab13 impiegano complessivamente oltre 50.000 addetti, con un aumento del 3% rispetto all’anno precedente. Circa il 70% della forza lavoro opera all’estero, mentre il 30% è in Italia. Di questi, la metà sono donne. La percentuale di laureati e diplomati è oltre l’80%, mentre più del 90% dei dipendenti sono assunti a tempo indeterminato.
La soddisfazione di industria e istituzioni
Alberto Chiesi, Presidente Industrie Farmaceutiche italiane – Fab13, ha commentato questi dati: “Questo studio è una testimonianza concreta di come l’imprenditoria italiana trasformi la ricerca in benessere per milioni di persone e in motore per la nostra economia. In un’epoca di crisi globali, queste imprese dimostrano che l’Italia è leader nell’innovazione, con un export farmaceutico che compete con i giganti mondiali”. Massimo Garavaglia, Presidente della Commissione Finanze del Senato, ha criticato il payback che “va superato perché frena gli investimenti”, mentre il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha parlato delle Fab13 “come ambasciatori dell’industria italiana nel mondo” e “un modello di sviluppo che ha saputo trasformare alcune peculiarità del sistema italiano in leve di competitività e di crescita”. “Siamo consapevoli dell’importanza del settore: per questo abbiamo avviato da subito un Tavolo dedicato al comparto raccogliendo indicazioni, poi confluite anche nel Libro bianco di politica industriale di prossima pubblicazione”, ha concluso il ministro.




















