Se la partecipazione femminile alla categoria medica è in crescita, la presenza di donne nella chirurgia è inferiore al 30%, e solo l’8,3% di queste riveste un incarico dirigenziale. Tali dati sono emersi dal Libro bianco sulla salute della donna, realizzato da Fondazione Onda, intitolato “Verso un’equità di genere nella salute e nella ricerca”

Diversi tipi di barriere

La bassa presenza femminile nelle posizioni di spicco è il risultato di varie barriere di tipo personale, istituzionale e comunitario, che impediscono alle donne di raggiungere buoni livelli lavorativi. Se nel periodo del dottorato c’è maggiore parità, a partire dai cinque anni dall’inizio della carriera il divario si accentua. Diverse sono le ragioni, la gravidanza, problemi di tipo economico, stabilità del lavoro.

Diversi tipi di disuguaglianze

Inoltre nella scelta dei corsi universitari le ragazze preferiscono le materie umanistiche o sociali rispetto a quelle scientifiche. Inoltre, importante sottolineare, che il divario di genere riguarda anche la digital health. Infatti i benefici non sono uguali tra uomini e donne. Risulta quindi fondamentale far si che le tecnologie digitali possano dare il loro giusto contributo anche alle donne, evitando di ingrossare le disuguaglianze sanitarie

Il commento di Elena Ortona

“Fondazione Onda è da sempre in prima linea nella diffusione della medicina di genere e da anni collabora con l’Istituto Superiore di Sanità per portare avanti obiettivi comuni, primi tra tutti l’eliminazione delle disuguaglianze, il raggiungimento dell’equità e appropriatezza nelle cure. Considero la pubblicazione del Libro Bianco un passo importante per il raggiungimento di questi obiettivi e per operare un cambiamento di prospettiva che veda la persona al centro dei percorsi di cura, ha sottolineato Elena Ortona, Direttore centro di riferimento medicina di genere, Istituto Superiore di Sanità,