Lo scorso 28 marzo Il Consiglio dei Ministri ha approvato il primo decreto attuativo della riforma che, rivoluzionando l’accesso ai corsi di laurea in Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, elimina i test d’ingresso fino ad ora previsti. Con questo passaggio, la legge delega approvata l’11 marzo 2025 dalla Camera dei Deputati diventa finalmente operativa.

Soddisfazione del ministro Bernini

 “Finalmente Medicina volta pagina, superiamo il numero chiuso e diciamo addio ai test d’ingresso che per troppo tempo hanno spento i sogni e le ambizioni di tanti ragazzi. L’Università apre le proprie porte per formare chi desidera diventare medico”, dichiara soddisfatta il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini.

Il Ministro aggiunge: “Archiviamo i quiz d’ingresso che negli anni hanno generato più ricorsi al Tar che vera formazione. Diciamo basta a quella pletora di corsi di preparazione privati e costosi che hanno condizionato l’ingresso a Medicina sulla base del reddito e non del merito. Mettiamo fine all’odioso fenomeno dell’emigrazione di ragazzi e ragazze che pur di seguire la vocazione di diventare medici sono stati costretti ad andare all’estero“.

 “Questa riforma è una vera rivoluzione che mette al centro le esigenze degli studenti e risponde anche alla carenza di camici bianchi: in 7 anni le Università italiane formeranno 30mila medici in più, sostenute da maggiori risorse finanziare. Un investimento che rafforza il nostro sistema sanitario e continuando a garantire una formazione d’eccellenza”, sottolinea Bernini.

Le novità:

Il decreto stabilisce le prime regole per l’attuazione concreta della riforma, in base alla quale l’accesso al primo semestre dei corsi di laurea in Medicina, Odontoiatria e Veterinaria è libero per tutti gli studenti. In aggiunta, è stato prevista l’introduzione del semestre-filtro, l’armonizzazione dei programmi su scala nazionale, i criteri per la graduatoria nazionale e l’obbligo di effettuare una doppia iscrizione, ossia  a Medicina e a un secondo corso alternativo rientrante nell’area Scienze della salute. Tuttavia, rimanda a un successivo decreto ministeriale la definizione dei dettagli di svolgimento della selezione alla fine del primo semestre e del funzionamento della graduatoria.

Per quanto riguarda le università non statali legalmente riconosciute e i corsi di laurea in lingua inglese, nella fase iniziale le nuove regole non troveranno applicazione. Successivamente, il Ministero definirà con un ulteriore decreto le modalità con cui anche questi Atenei potranno eventualmente adeguarsi.

Il semestre-filtro

Il semestre filtro è un vero e proprio semestre universitario, in base al quale si prevede che gli studenti frequentino corsi, sostengano esami e ottengano crediti formativi universitari. Le materie e gli esami saranno armonizzati in tutta Italia, così da garantire equità nella selezione. Ad ogni modo, il decreto non definisce ancora il numero preciso degli esami ma stabilisce che i CFU totalizzati devono essere almeno 18 e che le materie riguarderanno le scienze biologiche, chimiche e fisiche. Come anticipato, ulteriori dettagli verranno pubblicati nelle prossime settimane con uno specifico decreto ministeriale. Inoltre, lo studente potrà ripetere il semestre-filtro ma con un limite: infatti per legge è previsto un limite massimo di tre iscrizioni.

Graduatoria di merito nazionale 

Chi completa con successo il semestre, cioè chi supera tutti gli esami e ottiene i CFU previsti, entra in una graduatoria di merito nazionale, stilata dal MUR. In base al punteggio ottenuto, gli verrà assegnata una sede tra quelle indicate in fase di iscrizione. Per il secondo semestre, sarà previsto un numero programmato calcolato sul fabbisogno del SSN e sulla disponibilità effettiva degli Atenei. In caso di esito negativo, ammesso che gli esami siano stati superati, lo studente in questione può continuare nel corso di seconda scelta che, con il riconoscimento dei CFU ottenuti.

Scenari futuri:

La riforma fortemente voluta da Bernini ha acceso un vivace dibattito pubblico, suscitando non poche perplessità nelle associazioni di categoria, come Anaao Assomed, Associazione Liberi Specializzandi e Giovani Medici per l’Italia. Infatti, diversamente da quanto sostenuto da Bernini, si teme che l’incremento atteso non avrà alcun impatto sulla drammatica carenza di personale che si osserva oggi negli ospedali di tutta Italia. Piuttosto, tali associazioni temono che nel giro di qualche anno l’aumento del numero totale degli studenti porterà, a partire dal 2032, ad avere circa 60mila medici in esubero rispetto al fabbisogno del Sistema sanitario nazionale.

Anaao – Associazione Nazionale Aiuti e Assistenti Ospedalieri

L’associazione descrive il  provvedimento come “pura demagogia”.  Il suo segretario, Pierino Di Silverio, definisce la misura un progetto “senza visione e senza prospettiva, un disegno per distruggere le competenze di una professione già in crisi”.  Inoltre, il sindacato sottolinea l’aumento di spese per gli studenti: invece che la quota di partecipazione a un concorso, di circa 60 euro, le famiglie si troveranno a dover pagare la tassa di iscrizione universitaria e sostenere i costi relativi. Nondimeno, si aggiunge la pressione emotiva indotta dall’iper-competitività del semestre filtro.