Abolire l’obbligo vaccinale “non solo non ha alcun razionale scientifico, ma comporterebbe il rischio di vanificare tutto ciò che è stato fatto negli ultimi anni, favorendo la ricomparsa di nuovi episodi epidemici di malattie che non possiamo assolutamente considerare né sconfitte né banali”. È il commento del professor Giovanni Gabutti, coordinatore del gruppo di lavoro ‘Vaccini e Politiche vaccinali’ della Società Italiana d’Igiene. La causa dell’indignazione di Gabutti è un emendamento al già controverso decreto liste d’attesa che prevede di eliminare l’obbligo per i genitori di vaccinare i propri figli contro morbillo, rosolia, parotite e varicella.
“I recenti dati epidemiologici relativi al morbillo dimostrano chiaramente che non possiamo abbassare la guardia, ma piuttosto dobbiamo fare ancor meglio”, ha continuato Gabutti. Dal primo gennaio al 27 maggio, in Italia sono stati notificati ben 556 casi di morbillo. L’89,7% del totale riguarda persone non vaccinate, mentre il 4,9% riguarda persone vaccinate in modo incompleto che non hanno potuto evitare di ammalarsi.
“È ridicola la possibilità che i genitori non facciano vaccinare i propri figli pur essendo convinti dell’efficacia del vaccino solo per dispetto allo Stato: sarebbe pura stupidaggine, e certamente nessuno lo farebbe solo per dimostrare che è più forte di una macchinetta”, ha scherzato la professoressa Roberta Siliquini. Riassumendo, ha sottolineato che non è grazie all’obbligo, “ma soltanto al lavoro quotidiano dei dipartimenti di Prevenzione e all’impegno del nostro Servizio Sanitario Nazionale, che nulla è cambiato”.
Secondo fonti parlamentari, l’emendamento verrà dichiarato inammissibile per estraneità di materia quando martedì mattina si riunirà la commissione Affari sociali del Senato che sta esaminando il decreto.
Conclusioni
Abolire l’obbligo vaccinale non ha alcun fondamento scientifico e comporterebbe gravi rischi per la salute pubblica. I dati epidemiologici mostrano chiaramente la necessità di mantenere alte le coperture vaccinali. È essenziale sostenere i dipartimenti di Prevenzione per garantire una corretta informazione alle famiglie. L’emendamento che propone l’abolizione è considerato inammissibile dalla commissione Affari sociali del Senato.




















