la Federazione italiana dei medici di famiglia (Fimmg) per la Giornata mondiale della salute ha commissionato un sondaggio all’Ipsos per approfondire la visione dei medici di famiglia dei cittadini. I dati emersi dal sondaggio mostrano come:
- Per il 26% dei cittadini oggi i medici di famiglia svolgono prevalentemente una funzione amministrativa e burocratica
- Per il 25% è una figura utile soprattutto ad individuare esami di approfondimento e specialisti
- Per il 77% il medico di famiglia deve essere il punto di riferimento principale per la salute attraverso una presa in carico che va oltre la singola consulenza o prestazione
I dati sono stati commentati da Silvestro Scotti, segretario nazionale della Fimmg «il rapporto di fiducia tra medico e paziente è lo strumento fondamentale per costruire relazioni di cura efficaci. Essere punto di riferimento per la salute significa essere il punto di riferimento del Servizio sanitario nazionale, nonostante un sistema burocratizzato che diventa ostacolo per la relazione stessa tra medici e pazienti. Il fatto che gli stessi cittadini che vedono il loro medico alle prese con beghe amministrative o come meri trascrittori di esami e visite specialistiche abbiano ben chiaro quale deve essere il nostro ruolo, significa che i cittadini stessi chiedono per il proprio medico meno burocrazia e più tempo di cura» Scotti continua «Siamo convinti che solo questo processo di investimento per una evoluzione della medicina di famiglia possa essere utile a rinforzare e trasferire la fiducia che i pazienti ripongono in noi, quali loro punti di riferimento, rivalutando il loro giudizio di tutto il Servizio Sanitario Nazionale»
Andrea Scavo, direttore dell’Osservatorio ItaliaInsight di Ipsos «I dati mostrano una chiara visione dei cittadini, che si rafforza ulteriormente quando si passa dalle valutazioni sulla realtà attuale alla situazione considerata ottimale. Se già oggi circa metà degli italiani sceglie di affidarsi al proprio medico e di considerarlo il punto di riferimento essenziale per le questioni di salute, in un’ipotetica situazione ideale sono oltre tre su quattro gli italiani che vorrebbero instaurare un rapporto di questo tipo. Questa variazione nel passaggio dalla realtà al desiderio è emblematica di un rapporto che è forte ma che si vorrebbe ancora più stretto».




















