In Italia, «con la pandemia si è ulteriormente rafforzata la convinzione che la salute pubblica è il fondamento di una società sana e il Servizio sanitario nazionale universalistico ne è la colonna portante. E questa maggiore consapevolezza può essere considerata forse l’unica eredità positiva che il coronavirus ci ha lasciato dopo tre anni di sacrifici e perdite di vite umane». A dirlo è il ministro della salute, Orazio Schillaci, in un intervento su “Il Messaggero”, in cui riassume i lavori dei ministri della salute del G7 che si è concluso ieri in Giappone.

La pandemia ci ha permesso di capire quanto sia fondamentale investire nella prevenzione delle malattie e ha evidenziato sia la necessità di una solida infrastruttura sanitaria che di una risposta coordinata per proteggere la popolazione in caso di rischi imprevedibili. Inoltre, un ulteriore aspetto da considerare quando si ripercorrono i giorni legati alla pandemia è quello della resilienza e dello spirito di adattamento degli italiani. «Siamo stati costretti ad adattarci rapidamente a nuove circostanze» ricorda Schillaci.

Le parole del ministro Schillaci

«Abbiamo dovuto trovare – continua il ministro – modi innovativi per lavorare, studiare e mantenere le relazioni sociali, dimostrando la nostra capacità di flessibilità e forza di reagire di fronte alle avversità. La pandemia ci ha reso come marinai in mezzo a un mare agitato. L’insegnamento è che dobbiamo imparare a navigare tra le tempeste, adattando le nostre vele con intelligenza e lungimiranza. Abbiamo anche capito che la scienza e la ricerca sono cruciali: la risposta alla pandemia ha messo in risalto l’importanza della scienza, della ricerca e della collaborazione internazionale».

Innovazione tecnologica e transizione digitale

L’impegno dei ricercatori e l’importanza di basare le decisioni sulle evidenze scientifiche hanno portato a una accelerazione nello sviluppo di vaccini e trattamenti. «Oggi sappiamo tutti che per fronteggiare l’incertezza, l’unica bussola che può guidarci è quella della scienza medica che si basa sulla conoscenza, sulla sperimentazione e sulla ricerca – prosegue poi Schillaci- Il nostro Governo ne ha piena consapevolezza e proseguiremo con convinzione su questa strada, investendo le risorse necessarie nell’innovazione tecnologica applicata alla medicina e nella formazione di nuove generazioni di medici e personale sanitario, capaci di gestire con competenza e professionalità la transizione digitale, che rappresenta osti la risposta più avanzata ed efficace ai problemi della salute pubblica in Italia e nel mondo».