Considerare gli anziani nella ricerca farmaceutica
Con una popolazione anziana in continuo aumento nel nostro Paese, è necessario potenziare le farmacie quali luoghi di prossimità. Inoltre, è necessario esortare le industrie farmaceutiche a considerare maggiormente, nella ricerca, l’età delle persone a cui le medicine vengono poi somministrate. Lo ha dichiarato Monsignor Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la vita, a margine del convegno “La sostenibilità nel mondo farmaceutico. Il valore sociale, ambientale ed economico“, promosso da Chiesi Italia e Federfarma. “Noi anziani, che siamo i maggiori fruitori delle medicine, notiamo che queste vengono testate normalmente dai 20 ai 50 anni, mentre il corpo a 80 anni è molto diverso”, ha detto Paglia, per cui “esorterei le industrie farmaceutiche a considerare questo aspetto nella ricerca: noi anziani abbiamo bisogno di medicine adeguate al nostro corpo”.
Il ruolo cruciale delle farmacie nell’assistenza domiciliare agli anziani
Per quanto riguarda invece le farmacie, ha proseguito, “poiché nel progetto di legge che è stato approvato, vorremmo che si passasse dall’istituzionalizzazione all’assistenza domiciliare“, è chiaro che “in questo contesto le farmacie assumono un ruolo cruciale, essendo le più prossime”. Per questo, secondo Monsignor Paglia, bisognerebbe valutare “un allargamento, dato che noi anziani abbiamo bisogno di medicine ma anche di consigli, di aiuto per la conversazione, e la farmacia può rappresentare uno dei luoghi di prossimità per evitare che gli anziani vadano nei pronto soccorso, intasandoli, o che ci siano degenze improprie negli ospedali”. “Questo – ha concluso – fa stare meglio noi anziani e fa risparmiare molti soldi alla spesa pubblica”.




















