La Fis – Fabbrica Italiana Sintetici, tra i principali produttori europei di principi attivi per farmaci, annuncia un investimento di 100 milioni di euro nel 2025 e 350 nuove assunzioni distribuite nel biennio 2024-2025. Nonostante il clima di incertezza generato da possibili dazi statunitensi sui prodotti farmaceutici, l’azienda conferma un piano di sviluppo ambizioso, sostenuto dal fondo Bain Capital e da una solida performance economica.
Una crescita guidata da solidità e visione globale
Dopo aver chiuso il 2024 con 812 milioni di euro di ricavi e una crescita del 9%, Fis si prepara a rafforzare la propria posizione nel panorama globale della contract manufacturing farmaceutica. Il presidente e CEO Daniele Piergentili sottolinea come l’azienda sia già in grado di prevedere l’andamento del 2025 grazie alla struttura ciclica della produzione: “Lo sviluppo e la consegna di un principio attivo richiedono 12-15 mesi, e ci consente di anticipare tendenze e rischi”.
Gli stabilimenti italiani di Montecchio Maggiore, Lonigo e Termoli restano il cuore operativo dell’azienda, con una produzione interamente nazionale destinata a oltre 60 Paesi. In un settore che cresce mediamente del 4% annuo in Europa, Fis ha superato la media con un incremento del 9%.
Lavoro e ricerca: l’innovazione come motore
La spinta all’innovazione è uno degli assi strategici dell’azienda: nel 2025, il 20% dei prodotti in portafoglio non esisteva l’anno precedente. Con un rapporto tra spesa in Ricerca e Sviluppo e fatturato pari al 4%, Fis punta a rafforzare ulteriormente i propri laboratori, dove lavorano già oltre 230 persone, circa il 10% dei 2.300 dipendenti totali.
Il piano di assunzioni è trasversale: coinvolge aree produttive, amministrative, di sviluppo e qualità, con una particolare attenzione al potenziamento del reparto R&D. Nel 2024 sono stati assunti oltre 200 nuovi collaboratori, di cui circa il 10% destinato alla ricerca scientifica.
Geopolitica, dazi e resilienza industriale
L’annuncio di possibili dazi USA sui farmaci da parte del presidente Trump rappresenta una variabile critica per il settore. Piergentili tuttavia resta cauto: “Nel breve termine l’impatto sarà limitato. Il vero fattore sarà il riequilibrio tra Europa, Cina e India nella capacità produttiva globale”.
L’approccio dell’azienda è flessibile: “Influenza dove puoi influenzare, adatta dove non puoi”, sintetizza il CEO. Una filosofia che guida la Fis anche nel prepararsi a scenari alternativi, rafforzando la propria resilienza industriale e puntando su qualità, competitività e rapidità di adattamento.




















