Si è svolto presso la sede dell’Associazione Piscicoltori Italiani (API) a Verona, un incontro tecnico tra l’associazione e tre Istituti Zooprofilattici Sperimentali, Lazio e Toscana, Venezie, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, con l’obiettivo di consolidare il dialogo operativo e definire strategie condivise per la gestione sanitaria degli allevamenti ittici. Il settore dell’acquacoltura italiana entra ora nella fase concreta delle attività. API e gli IZS di Lazio e Toscana, che ha firmato agli inizi di novembre un’intesa con l’associazione, presente con il Direttore Sanitario Giovanni Brajon, delle Venezie, presente con il Direttore Sanitario Giovanni Cattoli, e del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, presente con Mariella Goria e Silvia Colussi, hanno condiviso le prime linee operative, definendo priorità, strumenti e percorsi comuni per rafforzare benessere e sicurezza degli allevamenti ittici.
L’obiettivo è chiaro: API e la Rete Izs faranno sistema e uniranno competenze per accelerare l’innovazione. Tre le direttrici per la nuova governance sanitaria dell’acquacoltura: prevenzione e vaccini stabulogeni, armonizzandone i processi produttivi e avviando parallelamente una raccolta dati per misurarne l’efficacia direttamente dagli allevatori; diagnostica, ricerca e professionalità degli Istituti per supportare le aziende in modo più tempestivo e uniforme nella gestione delle emergenze infettive, nel potenziamento della biosicurezza e nel rafforzamento dei flussi informativi; formazione e innovazione.
“La Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali è un patrimonio unico per i produttori – ha detto Giovanni Brajon, Direttore Sanitario IZSLT, evidenziando il valore strategico del modello –. E lo dimostrano la rete delle officine farmaceutiche pubbliche per la produzione di vaccini stabulogeni, gli interventi di formazione continua e modulata per gli allevatori, erogati come missione istituzionale, la capacità di aggregare enti di ricerca a livello nazionale ed internazionale per fornire risposte adeguate alle esigenze di sviluppo del settore a fronte di minacce sanitarie spesso determinate dai cambiamenti climatici e dalla fragilità ambientale. Il protocollo che abbiamo recentemente siglato con API rafforzerà il rapporto tra il nostro Istituto e il territorio. Lazio e Toscana sono infatti le Regioni dove si concentrano gli impianti di maricoltura a livello nazionale. Le prime concrete azioni sono: la nuova officina farmaceutica presso la Sezione di Siena che sarà un polo di riferimento per la produzione di vaccini stabulogeni per il settore, la collaborazione con API per la realizzazione di un moderno Hub vaccinale nel territorio di Orbetello dove è nata la ittiocoltura toscana, il coordinamento di una ricerca sulla Lattococcosi dei pesci che vede partecipare tutti i dieci Istituti zooprofilattici, API e le Università con le quali collaboriamo da anni”.
Grande soddisfazione per questo risultato, espressa dal Commissario Straordinario dell’IZSLT, Stefano Palomba: “Ricerca, prevenzione e innovazione sono i pilastri sui quali costruiamo la tutela sanitaria dell’acquacoltura italiana. Grazie a una pianificazione strategica aggressiva ma soprattutto lungimirante, l’IZSLT ha adeguato la nuova officina farmaceutica di Siena agli standard tecnologici e regolatori più avanzati, prefigurando il ruolo centrale che il nostro Istituto dovrà svolgere nei prossimi anni allo scopo di garantire la sicurezza sanitaria del settore che rappresenta un asset economico importantissimo del nostro Paese. Il protocollo d’intesa sottoscritto con API conferma il valore della collaborazione tra sistema produttivo e ricerca pubblica: soltanto una rete scientifica solida può garantire strumenti efficaci per proteggere gli allevamenti, sostenere la competitività delle aziende e tutelare, al contempo, la salute pubblica e un comparto economico di grande rilevanza per il Paese”.




















