“Per il 2026 sono previsti 7,4 miliardi in più per la sanità. Inoltre, per la prima volta in 10 anni ci stiamo avvicinando alla media europea: il gap era di 15 miliardi nel periodo pre-pandemico, ma oggi è sceso a 7,8 miliardi”. Lo ha dichiarato il ministro della Salute Orazio Schillaci nel suo intervento al question time in Senato, sottolineando come in tema di finanziamento al sistema sanitario l’Italia si stia progressivamente avvicinando alla media europea.
Il tema della rinuncia alle cure
Secondo Schillaci evidenzia come il dato Istat secondo cui un italiano su 10 rinuncia alle cure “merita un’attenta lettura: non distingue tra prestazioni clinicamente necessarie e prestazioni inappropriate, non misura la rinuncia a curarsi, misura la rinuncia a una singola visita o esame. Poi c’è un’anomalia che dobbiamo considerare, secondo questi dati rinuncia di più il Nord rispetto al Sud e tutti gli indicatori istituzionali, i Lea, la mobilità sanitarie, reti cliniche ci dicono l’opposto. Quindi, questo dato va studiato con attenzione, non per negare il problema, ma per essere realisti e contribuire a risolverlo davvero”.
Investimenti nel sistema sanitario
Parlando del finanziamento sanitario, il ministro ha detto che “i numeri ci dicono che nel 2022 il Fondo Sanitario Nazionale era di 125 miliardi, nel 2026 arriverà a 142,9 miliardi, sono 18 miliardi in più. Per il solo 2026 l’incremento complessivo è di 7,4 miliardi. E poi vorrei sottolineare che per la prima volta in dieci anni ci stiamo avvicinando alla media di spesa europea”.
Sulla medicina generale e le liste d’attesa
Sui medici di medicina generale e sulla medicina territoriale, “c’è un confronto con le Regioni. Quello con le rappresentanze dei medici – ha aggiunto Schillaci – dura da anni in modo serio e approfondito”.
Riguardo al decreto sulle liste di attesa, “che non è uno slogan, i primi risultati ci sono. Sono più di mille gli ospedali che hanno incrementato le performance del 20%. Oggi l’81% delle prestazioni sanitarie viene erogato nei tempi previsti: i dati Agenas dimostrano su 50 milioni di prestazioni che il trend si sta invertendo. Sulle Case di comunità, poi, il target PNRR è di 1.038 e su queste – ha concluso – 781 sono attive, è un cantiere aperto”.




















