La pandemia da Covid19 ha visto come principali protagoniste le farmacie, le quali sono state legate a tutto il sistema di test e vaccini, rafforzando in tal modo il legame con i cittadini. Una ricerca condotta tra novembre e dicembre del 2022 da Ipsos per la Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani, illustrata alla presenza del ministro della Salute Orazio Schillaci, ha evidenziato come 8 italiani su 10 (77%) abbiano fiducia nel farmacista, mettendo in risalto alcune qualità, come ad esempio, l’essere affidabili, competenti e disponibili.

Per la stragrande maggioranza degli italiani, negli ultimi tre anni la farmacia ha rappresentato un importante punto di riferimento sanitario sul proprio territorio, svolgendo una molteplicità di servizi. Secondo quanto riportato da Ipsos, i farmacisti sono pienamente consapevoli dell’evoluzione del proprio ruolo e della fiducia che ispirano ai cittadini italiani, sebbene non manchi qualche criticità come l’eccessivo carico di burocrazia che grava sull’attività quotidiana in farmacia.

Secondo tale ricerca, il 93% degli italiani ha una farmacia di riferimento, la cui scelta è strettamente connessa da tre aspetti principali: fiducia (per il 37%) e la conoscenza del professionista (28%), vicinanza (57%) e la soddisfazione per il servizio offerto (42%).

Ciò che lega maggiormente i cittadini al farmacista sono le sue conoscenze in campo farmaceutico, la sua competenza nell’essere in grado di consigliare la soluzione più appropriata alle diverse esigenze e soprattutto la qualità dell’assistenza che viene garantita dalla disponibilità e dalla continuità del servizio.

Secondo Andrea Mandelli, presidente Fofi negli ultimi tre anni, i farmacisti sono stati al fianco degli italiani nei loro bisogni di salute, contribuendo in tal modo a rendere la sanità più accessibile per tutti i cittadini.

Inoltre, è possibile affermare che la pandemia ha rafforzato la percezione e il ruolo sul territorio italiano: riuscendo a essere il perno del servizio sanitario nazionale tramite la somministrazione di tamponi e vaccini, trasformando messaggi di posta elettronica o sms in ricette digitali e dispensando terapie complesse.

Se tutto ciò è stato reso possibile, lo si deve alla sicuramente alla professionalità dei farmacisti, alla loro volontà di arricchire le proprie competenze al servizio della collettività, alla prontezza e alla capacità di adattamento anche sul fronte tecnologico.