La carenza di operatori sanitari non è un problema che riguarda solo l’Italia, sono almeno 55 i Paesi in tutto il mondo (di cui più della metà in Africa) che lottano contro questa grave situazione, secondo i dati aggiornati per il 2023 forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). La pandemia di Covid-19 e le interruzioni generalizzate dei servizi sanitari hanno accelerato la migrazione internazionale degli operatori sanitari, che cercano opportunità di lavoro meglio retribuite nei Paesi più ricchi. Tuttavia, questa tendenza potrebbe avere un impatto negativo per alcuni Paesi, rallentando i progressi verso l’obiettivo della copertura sanitaria universale entro il 2030.
L’elenco di 55 Paesi evidenzia una densità di personale infermieristico, medico e ostetrico inferiore alla media, con appena 49 operatori ogni 10.000 persone. Di questi, 37 si trovano in Africa, 8 nella regione del Pacifico occidentale, 6 nella regione del Mediterraneo orientale, 3 nel sud-est asiatico e uno nelle Americhe.
“Gli operatori sanitari sono la colonna portante di ogni sistema sanitario, eppure 55 Paesi con alcuni dei sistemi sanitari più fragili del mondo non ne hanno abbastanza e molti li stanno perdendo a causa della migrazione internazionale. Stiamo lavorando per sostenere questi Paesi”, ha dichiarato il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus.
“Questi Paesi richiedono un sostegno prioritario per lo sviluppo della forza lavoro sanitaria, insieme a ulteriori misure che limitino il reclutamento internazionale attivo” – conclude il direttore.




















