Rafforzare l’assistenza sul territorio utilizzando i fondi del Pnrr, aumentare l’apporto dei medici di base nella cura, telemedicina e visite a distanza, questo è ciò che prevede il programma del ministro della Salute Orazio Schillaci, per intervenire sulla congestione dei reparti di emergenza.

Invece di andare al pronto soccorso, il cittadino potrà utilizzare le case di comunità, «una sorta di multimedica, ma pubblica» in cui sarà possibile evitare ore di attesa, essere certi di trovare lo specialista di cui si ha bisogno e ottenere tutte quelle cure che non richiedono un’ospedalizzazione. «Ne abbiamo previste 1.350,in tutta Italia, una ogni cinquantamila abitanti. Saranno luoghi sinergici, esattamente come un grande ospedale, e senz’altro garantiranno un servizio migliore rispetto a un pronto soccorso congestionato».

In questo contesto è di fondamentale importanza il ruolo del medico di base, il quale deve prendere in carico il paziente, seguirlo con scadenze periodiche e indicargli gli esami di controllo da fare, anche attraverso l’invio di mail, in base all’avanzare dell’età, alla sua condizione fisica e alla situazione clinica.

In merito alla sofferenza della sanità, il ministro afferma «che non serva rattopparla, come si è fatto in passato, per farla tornare a fianco di tutti i cittadini. Serve ripensare l’assistenza sanitaria, serve riorganizzare le strutture e serve ridare attrattività alla professione dei medici e degli infermieri».