Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, in un’intervista di domenica 12 gennaio a La Stampa ha illustrato le azioni intraprese e da intraprendere per affrontare le criticità del sistema sanitario italiano, sottolineando gli effetti di decenni di definanziamenti e mancata programmazione che hanno coinvolto la sanità del nostro Paese. Nel colloquio con il giornalista Paolo Russo il titolare del Dicastero di Lungotevere Ripa ha affrontato diversi temi tra cui, le liste d’attesa, le case di comunità e i medici di famiglia, i finanziamenti al Fse e gli investimenti per la valorizzazione del capitale umano, le aggressioni contro il personale sanitario. Un’intervista con la quale il Ministro ha voluto fortemente ribadire l’impegno del governo per garantire un sistema sanitario equo ed efficiente, attraverso investimenti mirati e riforme strutturali.

Medicina territoriale e medici di famiglia


“Stiamo lavorando per assicurare un’adeguata presenza dei medici di famiglia nelle case di comunità in modo che gli assistiti possano sempre trovarne uno, almeno nelle ore diurne, sette giorni su sette”, ha dichiarato Schillaci. Per innovare il settore, il Ministro ha annunciato l’introduzione di una specializzazione universitaria per i medici di famiglia: “Non più corsi regionali di formazione, ma una vera specializzazione universitaria, come accade per altre discipline mediche e in linea con quanto avviene in altre realtà europee”.

Sostegno a medici e infermieri


Schillaci ha spiegato poi le misure adottate per migliorare le condizioni lavorative del personale sanitario: “Ci siamo occupati subito di medici e infermieri. Oggi paghiamo di più gli straordinari e li tassiamo di meno: 100 euro l’ora tassata al 15% per i medici e 60 euro l’ora per gli infermieri tassata al 5%. Questo significa che ci sono più soldi in busta paga. Così come l’aumento delle indennità di specificità, che saranno più corpose nel 2026”.

Il Ministro ha anche affrontato uno dei problemi che sta sempre più spesso accendendo i riflettori sulla sanità italiana: le aggressioni al personale sanitario: “Abbiamo affrontato con misure sempre più severe il tema delle aggressioni, per riconoscere il diritto del personale sanitario a lavorare in serenità. Purtroppo continuano ad esserci episodi di violenza che indignano, ma non ci arrenderemo”.

Liste d’attesa e monitoraggio


Sul problema delle liste d’attesa ha annunciato importanti novità: “Sono convinto che inizieremo a vedere i primi risultati già con l’attivazione, a breve, della piattaforma di monitoraggio delle liste d’attesa, che finalmente ci permetterà di conoscere in maniera dettagliata, a livello di ogni singola Asl, i tempi di attesa di visite ed esami e quindi le eventuali criticità”.

E ha aggiunto che “La legge parla chiaro: l’attività libero-professionale non deve superare quella ordinaria dedicata alle liste d’attesa. Spetta ai direttori delle aziende garantire il rispetto di questa norma e alle Regioni vigilare affinché lo facciano. Abbiamo attivato un tavolo proprio per accompagnare le Regioni nell’attuazione della legge e monitorare ciò che non va”.

Uno sguardo al futuro


Guardando al 2026, Schillaci ha espresso fiducia: “Il completamento del Pnrr e la riforma della medicina territoriale porteranno a una migliore distribuzione del lavoro tra ospedali e territorio, ridando attrattività al settore pubblico”. Il Ministro ha infine concluso con un bilancio positivo delle riforme già avviate e che hanno posto la sanità al centro dell’agenda di Governo: “Possiamo rivendicare tranquillamente di aver invertito la tendenza, con serietà e impegno. L’esodo non è iniziato ora, ma è il risultato di politiche miopi”.