obesità
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Un gruppo di 56 esperti internazionali ha recentemente aggiornato la definizione dei parametri diagnostici dell’obesità, una condizione che attualmente colpisce oltre un miliardo di persone nel mondo e comporta costi significativi per i servizi sanitari.

Le ultime disposizioni

Le nuove linee guida, pubblicate sulla rivista The Lancet Diabetes & Endocrinology, sottolineano l’importanza di utilizzare, oltre al BMI, altre misure del grasso corporeo per una valutazione più accurata, come la circonferenza vita e la misurazione diretta dell’adipe tramite scansioni DEXA, che analizzano la densità ossea e la composizione corporea. Questi nuovi strumenti diagnostici sono fondamentali per ridurre il rischio di diagnosi errate e per garantire un trattamento più mirato e personalizzato.

Nuove categorie diagnostiche

Sono state introdotte due modalità di diagnosi principali: l’obesità clinica, che rappresenta una malattia cronica associata a disfunzioni d’organo causate dall’obesità, e l’obesità pre-clinica, che indica un rischio per la salute senza patologie concomitanti. Questo approccio differenziato permette di identificare meglio i casi più gravi e di adattare i trattamenti.

I principali segnali

Tra i sintomi che indicano la gravità della condizione ci sono la dispnea (affanno), l’insufficienza cardiaca, dolori articolari come quelli al ginocchio o alle anche, e alterazioni delle ossa e delle articolazioni nei bambini che possono limitare i movimenti e compromettere la qualità della vita. Questi segni sono sintomi di malfunzionamento degli organi e sono spesso associati a problemi ai reni, al sistema nervoso, alle vie respiratorie e al sistema.

L’importanza di rendere l’obesità una malattia

Geltrude Mingrone del Policlinico Gemelli evidenzia che riconoscere l’obesità clinica come una malattia potrebbe contribuire a ridurre lo stigma e garantire trattamenti adeguati, specialmente con l’inclusione nei livelli essenziali di assistenza. Joe Nadglowski, rappresentante dell’Obesity Action Coalition, ribadisce l’importanza di una formazione migliore per operatori sanitari e decisori politici per affrontare questa condizione in modo più efficace.