Secondo il presidente di Farmindustria Marcello Cattani, il progetto di revisione della legislazione farmaceutica dell’Unione europea è un autogol. In particolare le aziende non approvano la proposta dell’Europa sulla riforma normativa del settore.

Elementi penalizzanti

“La riduzione dei tempi di protezione della proprietà intellettuale rappresenta un elemento penalizzante rispetto a Stati Uniti, Cina, Singapore, India, Arabia Saudita, Emirati arabi, ovvero i distretti che stanno attirando le innovazione. É un autogol per i cittadini che avranno sempre meno farmaci innovativi, e per l’Europa stessa perché non sarà più in grado di attrarre capitali”, commenta Francesco Zaffini, nell’ambito dell’incontro tenutosi oggi al Senato per confrontarsi sul tema lavoro avviato in Europa sulla normativa nel campo dei medicinali.

Perdite significative

“La proposta europea parte da un presupposto ideologico anti-industriale che ha già determinato nel Vecchio continente la perdita, negli ultimi 20 anni, di circa un quarto degli investimenti in ricerca e sviluppo nel nostro settore rispetto agli Sati Uniti: oggi l‘Ema approva 10 farmaci, 5,5 sono di ricerca americana, 2,5 cinese”, spiega Cattani “É arrivato il momento per l’Europa di decidere quale ruolo vuole ricoprire nella competizione globale. Finora non si è seduta al tavolo di chi decide il menù, ma è stata la pietanza, a causa di una politica ideologica e anti-industriale. La proposta di revisione della legislazione farmaceutica ne è un esempio evidente”.

Visione strategica

“Serve invece una visione strategica che consideri la salute una priorità, che riconosca l’innovazione farmaceutica, che garantisca la sostenibilità delle produzioni e che permetta gli stessi tempi di accesso alle terapie per i cittadini di tutti i Paesi. Il Governo ha alzato la testa in Europa e sta facendo sistema per difendere la competitività e la proprietà intellettuale. Per questo riconosciamo un merito in particolare al ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani, al ministro per gli Affari Europei Raffaele Fitto, al ministro della Salute Orazio Schillaci e al ministro del Mimit Adolfo Urso. La partita della competizione mondiale non è ancora chiusa, ma se si vuole vincere questa sfida serve un significativo cambio di passo per l’Europa a vantaggio dei cittadini, dell’innovazione e dell’industria”, conclude il presidente Cattani.