Secondo il monitoraggio condotto dalla Fondazione Gimbe gli adempimenti previsti dalla Missione Salute del Pnrr sono state in linea di massima rispettate fino ad oggi, con un unico ritardo considerevole ovvero quello dei pazienti che ricevono assistenza domiciliare, differito di 12 mesi. Altri quattro obiettivi invece sono stati differiti di sei mesi.
Le parole del presidente
“Al momento i ritardi sulle scadenze italiane non sono particolarmente critici, fatta eccezione per il mancato raggiungimento del target “Nuovi pazienti che ricevono assistenza domiciliare”, ha commentato il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta. “In dettaglio, entro marzo 2023 avrebbero dovuto essere assistiti in Adi 296 mila pazienti over 65: lo slittamento di 12 mesi della scadenza lascia intendere che i tempi per colmare il ritardo non sono immediati. Le difficoltà derivano da enormi differenze nella capacità delle Regioni nell’erogare l’assistenza domiciliare, ambito in cui la maggior parte di quelle del Centro-Sud era già molto indietro”.
La sanità territoriale
La questione della riorganizzazione della sanità territoriale ad oggi è ancora calda, infatti delle 1.430 case della comunità da attivare entro il 2026 ne sono state attivate 187, delle 611 centrali operative territoriali da attivare entro il 2024 ne sono in funzione 77 e dei 434 ospedali di comunità da attivare entro il 2026 ne sono stati aperti 76.
“Per attuare il DM77 bisogna mettere in campo coraggiose riforme di sistema, finalizzate in particolare a definire il ruolo e le responsabilità dei medici di famiglia; in secondo luogo, serve un potenziamento adeguato del personale infermieristico, oltre a investimenti certi e vincolati per il personale sanitario dal 2027; infine, occorre supportare le Regioni meridionali per colmare i gap esistenti tra Nord e Sud. Più in generale la politica è chiamata a confermare l’impianto del DM77 e di inserirlo in un quadro di rafforzamento complessivo della sanità pubblica. Purtroppo, da un lato le proposte di rimodulazione del Pnrr, dall’altro le previsioni della Nadef 2023 sulla spesa sanitaria e la legge di Bilancio 2024 non sembrano affatto andare in questa direzione”, conclude Cartabellotta.




















