La multinazionale americana Eli Lilly, punta alla la produzione in Italia di farmaci per il diabete investendo 250 milioni entro il 2026.

Gli investimenti

Centocinquanta milioni serviranno per costruire una nuova fabbrica a Sesto Fiorentino (Firenze), nel campus dove Lilly ha il proprio quartier generale italiano, e dove già produce insulina e dulaglutide, 600 milioni andranno a sostenere l’espansione di aziende farmaceutiche terziste nel Belpaese. In questo modo gli investimenti del gruppo farmaceutico in Italia saliranno a 1,4 miliardi di euro.

This is the future

Tale nuova fase è stata annunciata ieri durante l’evento “This is the future”, che ha visto la partecipazione oltre ai vertici dell’azienda del vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, dei sottosegretari Tullio Ferrante e Giorgio Silli, dell’ambasciatore Usa in Italia, Jack Markell, delle istituzioni regionali e locali. In collegamento video il ministro della Salute, Orazio Schillaci, e il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani.

I meriti vanno sia a Lilly, per la sua spinta innovatrice e il lavoro di squadra fatto con le istituzioni pubbliche, ma anche all’Italia ed alla sua capacità di attrarre investimenti internazionali. In questo progetto è stata coinvolta la Regione Toscana, la città di Firenze e i comuni di Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Ateneo di Firenze.

Le parole dei manager

Lo stabilimento inoltre è stato progettato dallo studio fiorentino DelcroixMoreni che si estenderà su 7.300 metri quadrati e occuperà 150 persone. “Oggi scriviamo una nuova pagina nella nostra storia in Italia – ha detto Ilya Yuffa, presidente di Eli Lilly International – che contribuirà a portare il portafoglio di farmaci innovativi ai pazienti di tutto il mondo. Lilly sta vivendo un momento straordinario grazie alla sua promettente pipeline”.

Inoltre la presidente e ceo Lilly Italy Hub, Huzur Devletsah ha sottolineato come gli investimenti sono stati incoraggianti delle entusiasmanti scoperte scientifiche, che porteranno a diversificare la produzione di farmaci anche in Italia.