Il 15 marzo si celebra la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, l’obiettivo è sensibilizzare le persone sul tema dei disturbi del comportamento alimentare (Dca).
I dati
I Dca colpiscono oltre 55 milioni di persone nel mondo e 3 milioni in Italia. Le ragazze sono l’8-10% e i ragazzi il 0,5-1%. La pandemia ha evidenziato un aumento di queste patologie. Secondo i dati dell’ISS in Italia ci sono 126 centri dedicati ai Dca, la metà si trova al Nord, al Centro ce ne sono 23 e 40 sono distribuiti tra il Sud e le Isole. In totale sono 1.491 i professionisti che vi lavorano, sopratutto psicologi, psichiatri e neuropsichiatri infantili. Le fasce d’età prevalenti sono quelle superiori ai 18 anni, seguono 15-17 anni e infine i minori fino a 14 anni.
Un nuovo fenomeno
“Così come si sta avendo un fenomeno di long Covid allo stesso modo possiamo dire che anche sul piano psico-patologico i ragazzi non siano tornati a una normalità pre-Covid e i casi di Dca segnano un trend che, sia pure in flessione rispetto agli anni della pandemia, è ancora lontano dai livelli del 2019 pre-pandemia. Ad allarmare è anche l’abbassamento dell’età di esordio dei sintomi a 11-13 anni, con casi però che si registrano già a 6-7 anni e che sono in crescita. Nei più piccoli osserviamo un particolare disturbo, definito Arfid: i bambini non mangiano, ma non hanno l’angoscia di ingrassare tipica dell’anoressia”, queste le parole dell’esperta Valeria Zanna, responsabile dell’Unità Operativa Anoressia e Disturbi Alimentari dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.




















