La proposta di testo unico farmaceutico intende accorpare e razionalizzare decenni di provvedimenti legislativi, oggi disorganici e spesso in contrasto tra loro. Il ministro Schillaci ha sottolineato come l’attuale stratificazione normativa ostacoli l’efficienza del sistema e renda difficile l’applicazione uniforme delle regole su tutto il territorio.
L’obiettivo è offrire un impianto normativo coerente, stabile e aggiornato, in grado di snellire i processi e favorire un migliore funzionamento del mercato farmaceutico. La legge delega, presentata nel corso di un convegno istituzionale, sarà lo strumento per avviare questa riforma strutturale, coinvolgendo i ministeri competenti, le Regioni e il Parlamento.
Digitalizzazione e innovazione al centro della strategia
Il testo prevede una forte spinta verso la digitalizzazione della filiera farmaceutica, con l’integrazione dei sistemi di prescrizione elettronica, la valorizzazione del Fascicolo Sanitario Elettronico e la creazione di banche dati condivise per la tracciabilità dei farmaci.
Queste innovazioni puntano a migliorare la trasparenza, ridurre i tempi di accesso alle cure e ottimizzare la spesa pubblica.
Particolare attenzione sarà data al ruolo delle farmacie, che potranno essere protagoniste di servizi digitali di prossimità, anche attraverso forme di telemedicina.
Filiera nazionale, sostenibilità e sicurezza strategica
Schillaci ha definito prioritario il rilancio della produzione nazionale di principi attivi, oggi troppo dipendente da fornitori esteri. Il rafforzamento della filiera interna è considerato strategico per garantire la continuità di approvvigionamento e l’autonomia sanitaria del Paese.
Al centro della riforma ci sarà anche la revisione del sistema di spesa farmaceutica, con particolare attenzione alla sostenibilità e alla distribuzione equilibrata delle risorse tra ospedale e territorio.
Prevista una semplificazione del meccanismo di payback, per renderlo più prevedibile e meno penalizzante per le aziende del settore.
Impatto sul sistema sanitario e benefici per i cittadini
Secondo il ministro, il nuovo impianto normativo dovrebbe migliorare la qualità dei servizi, rendere più veloce l’iter di approvazione dei farmaci e ampliare l’accesso alle terapie innovative, soprattutto per le patologie rare o complesse.
Per i cittadini, questo significherà tempi di attesa più brevi, maggiore uniformità tra Regioni e una riduzione della burocrazia sanitaria.
Il testo si propone inoltre di rendere il sistema più resiliente rispetto a shock esterni, come le crisi internazionali che incidono sulle catene di fornitura.




















