Salute del cuore, la prevenzione parte dalla diagnosi precoce

Le malattie cardiovascolari restano la principale causa di morte nel mondo e anche in Italia rappresentano circa un decesso su tre. Un quadro che rende sempre più centrale la prevenzione, attraverso il controllo dei principali fattori di rischio e una diagnosi tempestiva.

Ma quali sono gli esami da effettuare e quali segnali non bisogna trascurare? A fare il punto è Carlo Tedeschi, cardiologo e radiologo di SYNLAB SDN Napoli, che sottolinea l’importanza di una valutazione personalizzata del rischio cardiovascolare.

Tra i principali fattori di rischio figurano ipertensione, alterazioni di colesterolo e trigliceridi, fumo, obesità, familiarità, età e sesso. Per le persone apparentemente sane, il medico indica come riferimento una prima valutazione del rischio già dopo i 40 anni, soprattutto in presenza di familiarità. Il percorso può comprendere visita cardiologica ed elettrocardiogramma, esami del sangue, ecocardiogramma e valutazione delle carotidi. In alcuni casi possono essere utili anche biomarcatori come Lipoproteina(a) e ApoB o tecniche di imaging avanzato.

Particolare attenzione va riservata ai sintomi. Dolore toracico, affanno durante lo sforzo e palpitazioni non dovrebbero essere sottovalutati e possono richiedere una valutazione cardiologica. Anche valori elevati di pressione arteriosa o colesterolo, riscontrati occasionalmente, possono rappresentare un campanello d’allarme.

Un capitolo specifico riguarda la salute cardiovascolare delle donne. Oltre ai fattori di rischio tradizionali, Tedeschi richiama l’attenzione su condizioni come menopausa precoce, ipertensione e diabete gestazionale, parto pretermine, oltre alle malattie autoimmuni. Anche alcune terapie oncologiche e la presenza di calcificazioni arteriose mammarie possono essere associate a un aumento del rischio cardiovascolare nel lungo periodo.

La prevenzione, dunque, passa dalla conoscenza dei propri fattori di rischio e da controlli adeguati all’età e alle condizioni individuali. Un approccio precoce e personalizzato può contribuire a individuare eventuali criticità prima che si manifestino eventi cardiovascolari.