Durante il Forum di Cernobbio, due gruppi di aziende farmaceutiche italiane , Iapg e EuniPharma, hanno presentato i risultati del Libro Bianco che hanno realizzato nel 2022.
I Dati
In particolare, durante questo periodo, l’Italia ha raggiunto un valore di produzione farmaceutica di oltre 49 miliardi di euro, e investimenti complessivi pari a 3,3 miliardi di euro. Un ulteriore elemento distintivo è la forza lavoro altamente qualificata, con il 54% degli occupati laureati e un’occupazione femminile superiore agli altri settori.
Il settore, che oggi rappresenta il 2% del Pil, ha in prospettiva ampi margini di miglioramento e crescita, se si riuscissero ad aumentare gli investimenti dall’estero, e si sostenesse la ricerca e l’innovazione del settore.
Il parere dell’esperto
Secondo Daniele Franco già ministro dell’Economia e delle Finanze e portavoce della ricerca presentata durante il Forum Ambrosetti, in tutti i Paesi sviluppati il settore della salute è tra i più importanti e dinamici. Ultimamente è investito da una grande ondata di innovazione nelle terapie e nelle modalità di cura e l’Italia deve definire una strategia di medio-lungo periodo, che miri a fornire servizi di alta qualità agli utenti e a posizionare la ricerca e la filiera industriale sugli standard internazionali più avanzati. Il primo passo per il raggiungimento di questi obiettivi è migliorare l’assetto regolamentare, per facilitare l’innovazione nelle cure, potenziare la ricerca, attrarre gli investimenti esteri e sostenere i processi di crescita delle imprese italiane.
L’industria del farmaco
L’industria farmaceutica ha un forte impatto sull’economia del Paese, dunque penalizzare la sanità rappresenterebbe un grosso errore anche perché la spesa sanitaria dovrebbe essere considerata un investimento alla stregua della difesa in vista del patto di stabilità 2024.
Tra i settori manifatturieri, il farmaceutico è il primo settore per quanto concerne il peso delle multinazionali a capitale estero sul totale delle imprese in termini di valore aggiunto, export e occupati, detenendo inoltre anche la leadership in termini di produttività e salari.
L’industria del farmaco e l’innovazione trasferita con le conoscenze dell’R&S, non possono che essere una parte integrante del processo di sviluppo di un paese. Bisogna continuare a dare impulso e slancio al settore.
I problemi e le soluzioni
La cosa preoccupante in questo scenario è la capacità di risposta dell’Europa rispetto all’innovazione, alla ricerca e agli strumenti di attrazione degli investimenti, dove la percezione è quella di un lento declino. Inoltre uno dei problemi in questo settore, è quello dell’inflazione che ha pompato i costi di produzione ma non i consumi, rendendo il Pil piatto in tutta Europa.
Secondo gli esperti bisogna intervenire innanzitutto su ricerca e sviluppo e successivamente attrarre gli investimenti.




















