Dal 31 luglio, come stabilito dal decreto ministeriale del 17 giugno 2024, terminerà l’impiego dei medici reclutati tramite cooperative per coprire turni nei Pronto soccorso e nei reparti ospedalieri. Queste figure rappresentano oggi tra il 20% e il 30% del personale medico in emergenza, con punte fino all’80% in alcune strutture. L’effetto combinato del calo stagionale per ferie e dell’uscita dei gettonisti sta già destando forti preoccupazioni.
Deroghe previste e ostacoli alle soluzioni operative
Il decreto consente alcune deroghe, ma solo in situazioni eccezionali e previa attuazione di procedure ad hoc da parte delle aziende sanitarie. Tuttavia, molti contratti delle cooperative proibiscono ai medici di passare direttamente alle Aziende sanitarie locali per almeno due anni, escludendo quindi un bacino pronto all’assunzione. Questa clausola blocca un’opportunità importante di consolidare l’organico con figure già formate e operative.
Il rischio di un’estate “tempesta perfetta
La stagione estiva porta con sé un picco nella domanda di assistenza, aggravato dalle ondate di calore. Al momento non si registrano picchi anomali di accessi ai Pronto soccorso, ma le previsioni indicano che 11 città saranno presto classificate a bollino rosso per afa, con conseguente impatto sui servizi sanitari. L’uscita dei gettonisti, sommata al calo dei turni strutturali per ferie, rischia di far mancare il personale necessario nei mesi più critici.
La carenza di posti letto come ulteriore fattore di rischio
A questa situazione si aggiunge il problema ormai cronico della scarsità di posti letto. Gli ospedali stanno adottando contromisure per evitare code e ricoveri in barella, ma la capacità di risposta resta limitata. Senza interventi tempestivi, i pronto soccorso rischiano di ingolfarsi proprio quando la domanda sarà più intensa.




















