La Conferenza Stato-Regioni ha definitivamente approvato il rinnovo della convenzione dei medici di medicina generale, il contratto che regola i rapporti tra il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e i medici di base italiani. L’intesa arriva dopo l’approvazione di un’ipotesi di accordo lo scorso 5 novembre presso la Sisac e il benestare della Corte dei Conti.
Con l’entrata in vigore del nuovo Accordo collettivo nazionale (ACN), i 60mila medici interessati dal contratto — inclusi non solo i medici di famiglia ma anche i professionisti della continuità assistenziale, i medici dell’emergenza sanitaria territoriale e coloro che operano negli istituti penitenziari — riceveranno un aumento medio delle retribuzioni pari al 5,78% rispetto a quanto previsto nel 2021. Il rinnovo prevede inoltre il recupero degli arretrati per il periodo 2022-2024.
Oltre gli aspetti economici
Oltre agli aumenti salariali, il nuovo contratto segna un avanzamento nell’integrazione dei medici convenzionati all’interno delle “Case di Comunità”, le strutture previste dal piano di rafforzamento della sanità territoriale.
Marco Alparone, presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità, ha commentato il raggiungimento dell’accordo sottolineando l’urgenza di fornire una prima risposta ai tanti medici di prossimità che attendevano un adeguamento salariale, pur precisando che sono già in corso i lavori per la tornata contrattuale 2025-2027.
Novità organizzative e fondo per le AFT
La convenzione introduce anche un fondo economico dedicato alle “Aggregazioni funzionali territoriali” (AFT): reti di medici coordinate tra loro che permettono all’assistito di rivolgersi a un altro professionista qualora lo studio del proprio medico di riferimento sia chiuso.
Prossime fasi contrattuali
Secondo la Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), il passo immediatamente successivo dovrà essere l’emanazione del nuovo Atto di indirizzo, fondamentale per definire e approvare, entro giugno 2026, l’ACN 2025-2027. Silvestro Scotti, segretario generale della Fimmg, ha affermato che tale atto dovrà anche chiarire le quote dei fondi stanziati dalla legge di Bilancio 2022 per incentivi legati alle attività orarie svolte dai medici nelle Case di Comunità, quote che ad oggi sono ferme da quattro anni.




















