Il 3 gennaio a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, presso l’ospedale San Leonardo sono state aggredite due infermiere con pugni in pieno volto. Successivamente il 4 gennaio a Roma un ambulanza del 118 è stata presa a sassate e sprangate in un campo nomadi. Il 5 gennaio a Soriano Calabro in provincia di Vibo Valentia si sono scagliati in 5 contro una dottoressa all’interno di un ambulanza del 118 per poi aggredire anche gli operatori che erano arrivati in suo soccorso.
Il commento del presidente FNOMCeO
Il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, Filippo Anelli, ha espresso indignazione e la necessità di maggiore sicurezza: “Da tempo denunciamo questa escalation senza fine di violenza. E, in questa nostra battaglia, sentiamo profondamente vicini il Ministro della Salute Orazio Schillaci, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e tutto il Governo. Abbiamo apprezzato l’iniziativa di implementare i presidi di polizia negli ospedali, la campagna di sensibilizzazione messa in campo. In particolare, il Ministro Schillaci ha mostrato di aver compreso quello che da tempo ribadiamo: occorre una grande operazione culturale, che restituisca al medico, anche agli occhi dei cittadini, il suo ruolo e la sua dignità professionale”.
Svariate forme di violenza
“La violenza contro i medici – continua – è un fenomeno complesso, multifattoriale. Ed è intimamente legata ad altre questioni. In primis, quella delle denunce ingiuste, che costituiscono anch’esse una forma sottile e strisciante di violenza, perché possono distruggere, senza fondamento, la carriera e la vita di un professionista. Non solo: le notizie su presunti casi di malasanità, che si rivelano poi infondate, alimentano un clima di odio e di rabbia. Per questo sosteniamo il Governo nella sua opera volta a trovare una soluzione, e auspichiamo uno scudo penale per arrivare, come è nella maggioranza degli altri Paesi europei, alla depenalizzazione dell’atto medico“.




















