Ogni anno si intentano più di 35mila azioni legali verso i medici per colpa medica; Tra il 90% e il 95% di queste azioni si concludono con l’assoluzione del medico ma questa tendenza a denunciarli crea problemi non indifferenti al sistema sanitario.

I medici, per evitare azioni legali, tendono a prescrivere visite ed esami spesso non necessari gravando pesantemente sul sistema sanitario nazionale e allungando in maniera critica le liste di attesa, tanto che circa 2 milioni e mezzo di italiani rinunciano a curarsi.

La Commissione ministeriale per lo studio e l’approfondimento delle problematiche relative alla colpa professionale medica, presieduta dal magistrato Adelchi d’Ippolito e istituita dal ministro della Giustizia Nordio, ha analizzato i dati sopra citati e si è data l’obiettivo di analizzare il quadro normativo e giurisprudenziale interessato per cercare di ridurre le azioni legali e al contempo stabilire un equilibrio tra la tutela della salute dei pazienti e la serenità sul posto di lavoro per i medici. Tra i punti più importanti è presente la scongiura che da parte dei pazienti, la denuncia, è vista come uno strumento per ottenere risarcimenti.

Il presidente dell’Omceo di Palermo Toti Amato, consigliere del direttivo della Fnomceo si è espresso in merito dicendo “Non chiediamo la depenalizzazione, ma una riforma complessiva”. Senza ombra di dubbio gli errori medici possono accadere ed è giusto denunciarli, ma sono di gran lunga inferiori al numero di denunce attualmente intentate annualmente dato che buona parte di esse è frutto di sfoghi di rabbia e dolore per eventi tristi o consigli di avvocati eticamente scorretti. Per quanto i medici possano essere qualificati e professionali non tutti i casi possono concludersi positivamente per moltissimi motivi diversi e questo non può essere additato come una colpa del medico coinvolto.