L’ISS lancia un richiamo all’azione nel contesto del rientro scolastico: la dipendenza da smartphone tra gli studenti delle scuole secondarie va affrontata con strategie concrete, e l’Istituto suggerisce alle famiglie e alle scuole un percorso di digital detox per promuovere un uso consapevole dei dispositivi.
Il fenomeno della dipendenza da smartphone
La parola chiave dipendenza da smartphone descrive un fenomeno di crescente rilievo nella popolazione adolescenziale: secondo i dati dell’ISS, l’uso problematico del telefono mobile colpisce oltre il 25% degli adolescenti a livello mondiale. Gli effetti principali ricadono su sonno, capacità di concentrazione e relazioni sociali.
In questo contesto, l’ambiente scolastico ha un ruolo essenziale: l’ISS sottolinea che non si tratta solo di vietare l’uso in classe, ma di “imparare a gestire” il dispositivo in modo equilibrato e consapevole. Le nuove normative scolastiche che prevedono il divieto di smartphone in orario di lezione sono una risposta collegata, pur richiedendo misure complementari a casa e fuori dalla scuola. L’approccio dell’ISS non è punitivo bensì educativo: si punta a restituire autonomia e consapevolezza all’adolescente, riconoscendo che lo smartphone fa ormai parte della quotidianità digitale.
Le cinque linee guida per un uso consapevole
L’ISS propone cinque consigli chiave per affrontare la dipendenza da smartphone e promuovere un digital detox efficace, soprattutto in vista dell’anno scolastico:
- Riconoscere i segnali di allarme: il bisogno continuo di controllare il telefono, l’incapacità di disconnettersi sono campanelli d’allarme.
- Creare zone «smartphone free” in casa e definire orari in cui il dispositivo non venga utilizzato (camera da letto, tavolo dei pasti).
- Ridurre gradualmente il tempo di utilizzo: ad esempio iniziare con pause digitali di 30 minuti al giorno e sostituire con attività alternative.
- Limitare le notifiche in momenti dedicati allo studio, al sonno, ai pasti o alla relazione con amici e famiglia.
- Evitare gli schermi almeno un’ora prima del sonno e preferibilmente tenere spenti o fuori dalla camera i dispositivi elettronici: la buona igiene del sonno è cruciale.
Queste linee guida vogliono favorire un cambiamento di abitudini, più che un’imposizione drastica, perché “l’obiettivo non è eliminare l’uso dello smartphone, ma imparare a gestirlo con consapevolezza”.
Implicazioni per la scuola e per la salute degli studenti
Con l’avvio dell’anno scolastico, l’adozione di queste raccomandazioni diventa particolarmente opportuna: la scuola secondaria, infatti, rappresenta un contesto in cui lo smartphone può essere fonte di distrazione e frammentazione dell’attenzione.
Una riduzione dell’uso disordinato del dispositivo può avere effetti positivi su rendimento scolastico, partecipazione in classe e presenza realizzativa.Dal punto di vista della salute mentale, il controllo dell’uso eccessivo del telefono contribuisce a migliorare la qualità del sonno – elemento fondamentale per l’adolescente in sviluppo – e a ridurre stanchezza, irritabilità e difficoltà di concentrazione. In ambito relazionale, la limitazione dell’uso dello smartphone favorisce momenti di dialogo, presenza e confronto con coetanei, famiglie e insegnanti, contrastando fenomeni di isolamento o sovraccarico digitale. Le istituzioni scolastiche, da parte loro, possono sostenere il cambiamento promuovendo regolamenti che siano al contempo chiari e flessibili, integrando momenti di riflessione sul tema della responsabilità digitale all’interno del percorso educativo.
Verso un uso equilibrato: passi pratici per famiglie e scuole
Per tradurre in pratica quanto indicato dall’ISS, famiglie e scuole possono adottare strategie concrete e coordinate. A casa, stabilire insieme agli adolescenti momenti condivisi di “schermo spento” – nel pasto, nel tempo libero – può diventare un rituale che rafforza la relazione e sostiene l’autoregolazione.
In classe, gli insegnanti possono favorire momenti di detox digitale prima delle verifiche o dell’inizio delle lezioni, invitando brevi pause in cui lo smartphone rimane inattivo. È utile anche che gli studenti riflettano su posture e contesti d’uso: ad esempio chiedersi «perché sto usando lo smartphone?» o «può attendere questo messaggio?» migliora la consapevolezza. Infine, coinvolgere tutti gli attori (ragazzi, genitori, docenti) sul tema dell’educazione digitale responsabile aiuta a superare l’idea dello schermo come nemico e a considerarlo invece come strumento che va governato. Questi approcci, pur semplici, rispondono all’urgenza evidenziata dall’ISS: se oltre un quarto degli adolescenti è esposto a uso problematico, diventa urgente agire con misure preventive e formative.




















