Per merito della legge 130/2023, è stato istituito in Italia un programma di screening nazionale, che comporta una grande svolta.

Gli studi

La rilevanza di questa legge è dimostrata dal risultato del confronto di due studi. Il primo, guidato da Valentino Cherubini, presidente Siedp, ha valutato la frequenza di chetoacidosi nei bambini in cui la malattia viene scoperta alla comparsa della complicanza; il secondo, condotto da ricercatori tedeschi nell’ambito del progetto Fr1da per la diagnosi precoce, ha analizzato la frequenza di chetoacidosi nei bambini sottoposti a screening, da cui è emerso essere invece molto più bassa, pari al 2,5%.

Importanti passi in avanti

Ogni anno così oltre 450 bambini potranno evitare le complicanze della malattia. Inoltre la somministrazione del test permette la distribuzione di nuove terapie come il Teplizumab, un anticorpo monoclonale che si soministra per via endovenosa, primo farmaco capace di rallentare l’avvento del diabete di tipo 1. In Italia ne sono affette circa 8 milioni di persone.