Ieri il colosso americano Msd (in Italia da 67 anni) ha presentato a Roma un investimento di 200 mln di dollari in Italia grazie alla collaborazione con Bsp Pharmaceuticals di Latina. Presente anche Rob Davis, chairman & Ceo di Merck & Co., il quale durante l’intervista per “Il Sole 24 ore” afferma che: «è uno dei più grandi investimenti mai fatti in Italia da Msd: qui produrremmo le nostre più importanti terapie oncologiche da esportare nel resto del mondo».
L’Italia il posto giusto per investire
Davis afferma: «Innanzitutto, c’è la stabilità politica e una economia con numeri positivi. L’Italia può poi vantare un mercato dei farmaci solido, grandi eccellenze nella manifattura farmaceutica così come nella scienza, nella ricerca e nell’accademia. Aggiungerei anche il fatto molto positivo che qui c’è un sistema sanitario universalistico»
Punti di debolezza
«In Italia ci sono dei meccanismi come quello dei tetti e del payback che purtroppo penalizzano soprattutto le aziende come noi di Msd che investiamo nella ricerca. Si tratta di misure sproporzionate che frenano chi investe per innovare. Considero positivo il fatto che in Italia ci sia un fondo per i farmaci innovativi che consente ai pazienti di accedere alle nuove terapie, ma andrebbero inclusi anche quelli a innovatività condizionata. C’è poi il tema delle risorse per la spesa farmaceutica convenzionata non utilizzate a fronte di quelle per la farmaceutica ospedaliera che non bastano».
Riforma farmaceutica su cui lavora la Ue
«È una normativa molto attesa e importante – risponde Davis – La parte positiva è che l’Europa sta imboccando la strada della semplificazione delle regole e dell’accelerazione dei tempi di approvazione dei nuovi farmaci, cosa che consentirà di avere prima l’accesso a nuove terapie. Ma ciò che ci preoccupa di più è la riduzione del tempo di protezione dei dati e dell’esclusività di mercato da 8 anni a 6 anni. Tutti i sistemi stanno cercando di bilanciare bene l’innovazione e l’accesso. Il rischio è di perdere appunto l’innovazione se ci si concentra sull’accesso. L’Europa e l’Italia possono diventare meno competitive rispetto ad altre aree del mondo con ecosistemi favorevoli agli investimenti».
Approccio aree terapeutiche di intervento
«Noi siamo leader in oncologia e continueremo a investirci. Ma torneremo a farlo anche nel cardiovascolare in cui un tempo Msd era pioniera e per questo abbiamo fatto una acquisizione importante con Acceleron. Poi spingeremo su campi nuovi come l’immunologia e i vaccini».
L’approccio utilizzato sarà «focalizzato sulla scienza. Per la nostra pipeline di farmaci guardiamo sia alle risorse interne che alle opportunità all’esterno. Negli ultimi 5 anni abbiamo speso 36,5 miliardi di dollari in attività di sviluppo e acquisizioni come quella dell’azienda Prometheus per 11 miliardi che dovrebbe chiudersi entro l’anno per sviluppare terapie nell’immunologia. E poi c’è la frontiera del vaccino terapeutico a mRna con Moderna associato con il nostro antitumorale».
Conclude Rob David, affermando che il vaccino contro il melanoma sarà disponibile sul mercato in 3-4 anni.




















