Secondo uno studio di un gruppo di ricerca internazionale coordinato dall’Istituto superiore di Sanità e dalla Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano, in Europa sono in aumento le persone che vivono con un tumore.

Un pò di dati

Si stima che all’inizio del 2020 in Europa il 5% della popolazione ha affrontato una diagnosi di tumore, per un totale di 23,7 milioni di persone. Lo studio ha coinvolto 61 registri di tumori europei ed è stato pubblicato dalla rivista Lancet Oncology e sono accessibili online sul sito European Cancer Information System della Commissione Europea. La ricerca è stata finanziata dalla Joint Action Ipaac, co-finanziata dalla Commissione Europea e da 24 stati Membri.

Il totale delle persone con una diagnosi di tumore, nel 2020, sono state 23,7 milioni, tra questi il 16% erano al di sotto dei 55 anni d’età. Il 43% dei casi prevalenti femminili aveva avuto una precedente diagnosi di tumore alla mammella, mentre il 37% di quelli maschili un tumore alla prostata. Inoltre dalla ricerca è emerso che il numero di casi in Europa è aumentato del 3,5% l’anno dal 2010 al 2020.

Per quanto riguarda le diagnosi di sopravvivenza, complessivamente si è stimato che il 38% di tutti i casi prevalenti in Europa al 2020 sono sopravvissuti da più di 10 anni dalla diagnosi. Sotto il profilo dell’incidenza nei vari paesi, i valori massimi esaminati sono stati riscontrati in Germania, Italia, Belgio e Francia, mentre quelli minimi in Bulgaria, Polonia e Slovacchia.

Il commento degli autori

“I risultati dello studio indicano che una quota molto significativa della popolazione è o è stata interessata dall’esperienza del cancro. Questa quota è destinata ad aumentare ed è ancora più grande se si considerano le famiglie e i caregiver. L’aumento del carico oncologico, condizionato dall’invecchiamento demografico e in combinazione agli alti costi delle terapie innovative, ha delle serie implicazioni per la sostenibilità dei sistemi sanitari e socioassistenziali. Questi dati confermano l’urgenza di rafforzare la prevenzione primaria e la diagnosi precoce. La prevenzione resta la strada maestra, non solo per ridurre il numero di malati ma per migliorare le possibilità di guarigione e di buona qualità di vita dopo il cancro, come espresso con chiarezza negli obiettivi del Piano Oncologico Europeo 2021-2027. Inoltre le stime integrano gli studi sui guariti dal cancro e sulla qualità di vita dei pazienti oncologici e sono utili per sviluppare linee guida sul follow up, per prevenire secondi tumori o sequele tardive e migliorare l’assistenza lungo tutto il percorso della malattia, la prevalenza per durata di malattia consente di quantificare la platea interessata da politiche volte a mitigare le conseguenze socio-economiche della malattia, come la discriminazione lavorativa o finanziaria”, questo il commento degli autori dello studio.