Quali sono i luoghi comuni e i misunderstanding che ruotano intorno alle strutture sanitarie private accreditate con il Servizio sanitario nazionale? Sono state raccolte sotto il titolo “Le fake news in sanità”, durante il terzo Bilancio sociale dell’Associazione italiana dell’ospedalità privata (Aiop), presentato oggi a Roma.
Pubblico e privato al servizio della funzione pubblica
“Quando si parla di Ssn si fa riferimento alla sua componente di diritto pubblico e alla sua componente di diritto privato, poste entrambe al servizio della funzione pubblica di tutela della Salute, con la parte accreditata che assicura, oggi, più di 1/4 dei ricoveri nazionali, impiegando circa 1/10 della spesa complessiva. Eppure si continua a parlare di sanità privata, la sanità a pagamento per fare riferimento alle strutture di diritto privato della sanità pubblica (finanziata attraverso la fiscalità generale, con un meccanismo di contribuzione progressiva). Da ultimo, questo misunderstanding si è verificato in occasione dell’aggiornamento del tetto di spesa del Dl 95/2012, grazie al quale le Regioni potranno acquistare un volume maggiore di prestazioni dalle strutture accreditate: esso è stato da più parti presentato come un regalo alla sanità a pagamento e motivo di divaricazione tra cittadini di serie A e cittadini di serie B nell’accesso alle cure. E ancora: il peso medio è una misura del livello di complessità della casistica trattata dagli ospedali. Confrontando la complessità trattata dagli ospedali di diritto pubblico con quella trattata dalle strutture accreditate Aiop, possiamo vedere come essa sia maggiore in queste ultime. Eppure si legge che le strutture private accreditate selezionano le prestazioni meno complesse”, questo il commento di Aiop sulla questione.
Le prestazione erogate in base alle esigenze degli individui
Inoltre Aiop prosegue nel chiarire alcuni punti: ” Le prestazioni erogate sono quelle richieste dalle esigenze di Salute degli individui. Pertanto nessuna struttura, né di diritto pubblico né di diritto privato, può scegliere gli interventi e i trattamenti da erogare. Eppure si legge che le strutture private accreditate selezionano le prestazioni più remunerative”.
Il report poi fa un esempio: “In chirurgia oncologica, nel 2022, la componente di diritto pubblico Ssn ha rispettato i tempi massimi di attesa nel 72% dei casi, mentre quella di diritto privato ha erogato il 79% delle prestazioni nella tempistica prevista. Eppure si continua a contrapporre pubblico e privato accreditato, quando si parla di prestazioni mancate e procrastinate e di rinuncia alle cure dovuta agli ostacoli all’accesso al Ssn. Laddove il contributo della componente di diritto privato è determinante (e può esserlo sempre di più) nel contenimento dei tempi d’attesa. Le strutture di diritto privato del Ssn per le loro caratteristiche intrinseche rappresentano un modello di gestione responsabile dei finanziamenti pubblici. A differenza di quelle di diritto pubblico che sono finanziate a piè di lista, sono remunerate sulla base di tariffe predeterminate. Da ciò discende un diverso approccio alla gestione delle strutture e alla lotta agli sprechi, senza sacrificare la qualità delle prestazioni. Eppure si continua a impostare la discussione pubblica sulla contrapposizione pubblico-privato accreditato, imperniata su un approccio ideologico velleitario in un contesto di sottofinanziamento e risorse scarse”.
Gli ospedali privati come attivatori dell’economia
Infine, conclude Aiop:” Il rapporto si sofferma sul ruolo di attivatore dell’economia dell’ospedalità privata, citando l’indotto economico generato lungo le catene di fornitura e le filiere di approvvigionamento delle strutture Aiop: 96mila fornitori diretti nelle sole strutture del campione, nell’ambito del quale il 52% può contare su un parco rifornitori in media di 184 aziende, che, per i grandi gruppi ospedalieri, sale a più di 3mila fornitori. Non solo, esiste una parte di ricchezza che le strutture trattengono e che viene reinvestita in Innovazione&Sviluppo, nel miglioramento e ammodernamento dell’edilizia, nell’acquisto di macchinari e dispositivi all’avanguardia e che, come tale, genera un impatto positivo sull’economia locale e nazionale”.




















