Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha presentato il Piano nazionale per la salute mentale durante il question time alla Camera. “Con la manovra ’26 abbiamo previsto il Piano per la salute mentale atteso da 13 anni, con un capitolo dedicato ai minori: è previsto un finanziamento pari per il ’26 e 85 milioni, di cui 0 vincolati ad assunzioni mirate per seguire in particolare i giovani.
Abbiamo ragazzi che soffrono e famiglie allo stremo, non possiamo più guardare dall’altra parte, ora le risorse ci sono: un ragazzo che soffre di disagio mentale non è un fallimento ma ha diritto ad esser curato bene e in tempo“.
Maggiori risorse e nuove assunzioni
Il finanziamento complessivo del piano crescerà gradualmente fino al 2028, partendo da una spesa di 80 milioni di euro per il 2026 fino ad arrivare a 90 milioni; dal 2029 la spesa andrà poi su un livello di 30 milioni.
Di questi fondi, ha spiegato il ministro, “30 milioni all’anno sono vincolati alle assunzioni a tempo indeterminato. Servono medici, psicologi, educatori. Professionisti formati che possano seguire questi ragazzi nel tempo“. Le Regioni, ha continuato Schillaci, “riceveranno queste risorse con modalità di monitoraggio stringenti. Vogliamo verificare il recepimento del Piano nella programmazione regionale e misurare il raggiungimento degli obiettivi“.
Psicofarmaci e disagio mentale
Sul tema del disagio mentale, il ministro della Salute ha dichiarato che “è aumentato l’uso di psicofarmaci in età evolutiva, che però rimane in Italia al di sotto della media Ue.
Non siamo davanti a un’ondata post covid e spesso il disagio è osservato troppo tardi: servono approcci specifici e competenze neuropsichiatriche dedicate, dobbiamo superare la disparità territoriali e stiamo rafforzando la rete per il riconoscimento precoce dei disturbi del neurosviluppo“.
Disparità territoriali e dati frammentati
Tra i cardini del piano rientra poi “superare la frammentazione dei dati: abbiamo sviluppato il Sistema Informativo della Salute Mentale in età evolutiva ma dobbiamo anche tracciare l’intero percorso con Ambulatori e servizi semiresidenziali“. Altro elemento cruciale sono le “disparità territoriali che sono inaccettabili: al Centro e al Sud – ha sottolineato – la carenza di posti letto specialistici costringe a ricoveri impropri. Ragazzi ricoverati in reparti per adulti. O in pediatrie generaliste. Questo non è accettabile“.
Prevenzione e monitoraggio dei disturbi
Il ministro ha infine posto l’accento su prevenzione e monitoraggio: “L’Istituto Superiore di Sanità sta rafforzando la rete che parte dal riconoscimento precoce dei disturbi del neurosviluppo. Intercettare prima significa curare meglio“.




















