Dopo mesi di polemiche, entrano in vigore da oggi le nuove tariffe per visite ed esami nell’ambito del Servizio sanitario nazionale. Si tratta delle tariffe riconosciute e rimborsate alle strutture per l’erogazione di tali prestazioni, ma avranno un impatto anche sui ticket pagati dai cittadini come compartecipazione alla spesa. L’impatto sui cittadini sarà contenuto secondo le stime del ministero della Salute, secondo cui ci sarà in media un aumento di 1,5 euro all’anno sui cittadini non esenti. Preoccupate invece varie associazioni, poiché per un certo numero di prestazioni il ticket subirà comunque un rincaro penalizzando ancora le famiglie.
Gli effetti del decreto
Dopo l’intesa raggiunta lo scorso luglio in Conferenza Stato-Regioni, il nuovo decreto sulle tariffe dell’assistenza specialistica ambulatoriale e protesica entra dunque in vigore: si aggiornano, al rialzo, le tariffe di 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale, visite ed esami diagnostici, e 222 codici del nomenclatore dell’assistenza protesica, su un totale di 1.063 voci. La spesa aggiuntiva sarà sostenuta dal Servizio sanitario e dalle Regioni, ma una quota ricadrà sui cittadini non esenti. Sulla base delle stime ministeriali, si pagheranno circa 27 milioni di euro di ticket in più all’anno.
Gli impatti economici
Chi ha una esenzione per reddito, patologia o età non viene toccato dall’adeguamento dei ticket, e la revisione riguarda comunque solo una parte del tariffario. Il tetto massimo del ticket ordinario rimane a 36.15 euro (cioè il tetto relativo a quanto un cittadino può pagare per esami e visite prescritti su una ricetta) e le tariffe restano invariate per 8 prestazioni su 10. Non ci sono inoltre incrementi per le visite di controllo e gli esami di laboratorio, solo il prelievo aumenterà di 50 centesimi.




















