Sono stati stipulati quattordici punti per rilanciare il Servizio sanitario nazionale, per affrontare le problematiche emerse da diversi anni: sottofinanziamento, carenza del personale sanitario, crescenti disuguaglianze, modelli organizzativi desueti e l’avanzamento delle strutture private. Tanto che il diritto costituzionale alla tutela della SALUTE nell’indifferenza di tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi 15 anni si sta trasformando in un privilegio per pochi, lasciando indietro le persone più fragili e svantaggiate, in particolare nel Sud del Paese, questo il resoconto demoralizzante della Fondazione Gimbe sulla sanità pubblica che emerge nel corso della 15esima conferenza nazionale in corso a Bologna.
“Per la nostra democrazia- esordisce il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta– non è più tollerabile che universalità, uguaglianza ed equità, i princìpi fondamentali del Ssn, siano stati traditi e ora troneggino parole chiave come: infinite liste di attesa, aumento della spesa privata, diseguaglianze di accesso alle prestazioni sanitarie, inaccessibilità alle innovazioni, migrazione sanitaria, aumento della spesa privata, rinuncia alle cure, riduzione dell’aspettativa di vita”. “Da oltre dieci anni– conclude- assistiamo all’assenza di visione e strategia politica a supporto della sanità pubblica, in un immobilismo che si limita ad affrontare solo problemi contingenti: per questo abbiamo elaborato il ‘Piano di rilancio del Servizio sanitario nazionale’, a seguito di una consultazione pubblica che ha coinvolto oltre 1.500 persone, che sarà utilizzato dalla Fondazione Gimbe come standard di riferimento per monitorare scelte e azioni di chi decide sul diritto alla tutela della SALUTE”.
È fondamentale rilanciare il finanziamento pubblico per la sanità, ecco la lista dei quattordici punti per rilanciare il servizio sanitario nazionale:
LA SALUTE IN TUTTE LE POLITICHE – Mettere la SALUTE e il benessere delle persone al centro delle decisioni politiche: non solo sanitarie, ma anche ambientali, industriali, sociali, economiche e fiscali, oltre che di istruzione, formazione e ricerca (Health in All Policies). PREVENZIONE E PROMOZIONE DELLA SALUTE – Diffondere la cultura e potenziare gli investimenti per la prevenzione e la promozione della SALUTE e attuare l’approccio del One Health, perché la SALUTE di persone, animali, piante e ambientale sono interconnessi. GOVERNANCE STATO-REGIONI – Valorizzare le capacità di indirizzo e verifica dello Stato sulle regioni, nel rispetto dei loro poteri, con l’obbiettivo di ridurre diseguaglianze, sprechi e garantire il diritto costituzionale alla tutela della SALUTE sul territorio nazionale. FINANZIAMENTO PUBBLICO – Incrementare il finanziamento pubblico per la sanità in maniera consistente e stabile, allineandolo entro il 2030 alla media degli altri paesi europei, al fine di garantire l’erogazione uniforme dei Lea, l’accesso equo alle innovazioni e il rilancio delle politiche del personale sanitario. LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA – Assicurare l’aggiornamento continuo dei Lea per rendere accessibili le innovazioni e potenziare gli strumenti per monitorare le regioni, con lo scopo di ridurre le diseguaglianze e garantire l’uniforme esigibilità dei Lea in tutto il territorio nazionale. PROGRAMMAZIONE, ORGANIZZAZIONE E INTEGRAZIONE DEI SERVIZI SANITARI E SOCIO-SANITARI – Programmare l’offerta dei servizi sanitari in relazione ai bisogni di SALUTE e renderla disponibile tramite reti integrate, che condividono percorsi assistenziali, tecnologie e risorse umane, al fine di ridurre la frammentazione dell’assistenza, superare la dicotomia ospedale-territorio e integrare assistenza sanitaria e sociale. PERSONALE SANITARIO – Rilanciare le politiche sul capitale umano in sanità al fine di valorizzare e (ri)motivare la colonna portante del Ssn: investire sul personale sanitario, programmare un adeguato fabbisogno di tutti i professionisti sanitari, riformare i processi di formazione, valutazione e valorizzazione delle competenze secondo un approccio multiprofessionale. SPRECHI E INEFFICIENZE – Ridurre sprechi e inefficienze presenti a livello politico, organizzativo e professionale e riallocare le risorse in servizi essenziali e innovazioni, aumentando il valore della spesa sanitaria. RAPPORTO PUBBLICO-PRIVATO – Normare l’integrazione pubblico-privato secondo i reali bisogni di SALUTE della popolazione e disciplinare la libera professione, con l’intento di ridurre le diseguaglianze d’accesso ai servizi sanitari e arginare l’espansione della sanità privata accreditata. SANITÀ INTEGRATIVA – Riordinare la normativa sui fondi sanitari al fine di renderli integrativi rispetto a quanto già incluso nei Lea, limitando diseguaglianze, fenomeni di privatizzazione, erosione di risorse pubbliche e derive consumistiche. TICKET E DETRAZIONI FISCALI – Rimodulare ticket e detrazioni fiscali per le spese sanitarie, secondo princìpi di equità sociale ed evidenze scientifiche, al fine di ridurre lo spreco di denaro pubblico e il consumismo sanitario. TRASFORMAZIONE DIGITALE – Promuovere cultura e competenze digitali nella popolazione e tra professionisti della sanità e caregiver e rimuovere gli ostacoli infrastrutturali, tecnologici e organizzativi, per minimizzare le diseguaglianze e migliorare l’accessibilità ai servizi e l’efficienza in sanità. INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE – Rafforzare l’informazione istituzionale basata sulle evidenze scientifiche e migliorare l’alfabetizzazione sanitaria delle persone, al fine di favorire decisioni informate sulla SALUTE, ridurre il consumismo sanitario e contrastare le fake news, oltre che aumentare la consapevolezza del valore del Ssn. RICERCA – Destinare alla ricerca clinica indipendente e alla ricerca sui servizi sanitari almeno il 2% del finanziamento pubblico per la sanità, al fine di produrre evidenze scientifiche per informare scelte e investimenti del Ssn.




















