La Campania è la prima regione in Italia per numero di aggressioni agli operatori sanitari. Dall’inizio dell’anno tra le Asl Napoli 1 e 2 si sono verificate già 26 aggressioni e nel 2022 sono stati denunciati 68 episodi di violenza solo negli ospedali del capoluogo partenopeo. La situazione sta diventando così pericolosa tanto da spingere gli infermieri ad invocare l’esercito.
«Un professionista della sanità, per la maggior parte infermieri, ogni tre giorni, in Campania, subisce una violenza fisica o psicologica», sostiene Antonio De Palma, presidente nazionale del Nursing Up. Al momento, solo al Vecchio Pellegrini e all’Ospedale del Mare da pochissimi giorni sono presenti le forze dell’ordine.
Per far fronte al problema, il Ministero degli Interni ha avviato a metà gennaio un piano per l’attivazione di 51 nuovi presidi di pubblica sicurezza da Nord a Sud. Attualmente, sostiene il Nursing Up, «il piano esclude la maggior parte degli ospedali di uno dei territori più martoriati dalle violenze contro gli infermieri e gli altri professionisti del comparto».
L’ultimo episodio di aggressione si è verificato in una clinica di Acerra, scatenatosi a causa di presunti lunghi tempi d’attesa.
De Palma, riportando la proposta lanciata da “Nessuno Tocchi Ippocrate”, un gruppo Facebook che denuncia le aggressioni agli operatori sanitari, chiede: «c’è allora davvero bisogno dell’esercito? Se il rischio è di avere ancora presidi sanitari sguarniti di forze dell’ordine, allora pensiamo anche noi di sì».




















